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martedì 08 settembre 2026 | ore 16:26

Stress e cortisolo

Ashwagandha, rodiola, Bacopa e L-teanina sono al centro di nuovi studi. Feroli: "Occorre distinguere le evidenze scientifiche dalle promesse commerciali".
Salute - Stress e cortisolo

Stress prolungato, stanchezza mentale, difficoltà di concentrazione e disturbi del sonno sono condizioni sempre più diffuse. In una società dominata da ritmi intensi e stimoli continui, cresce così l’interesse della ricerca per nootropici naturali e adattogeni, sostanze studiate per i possibili effetti sulle capacità cognitive e sulla risposta dell’organismo allo stress.

Al centro dell’attenzione c’è anche il cortisolo, ormone indispensabile per regolare metabolismo, pressione, risposta immunitaria e ciclo sonno-veglia. Non si tratta, dunque, di un “nemico” da eliminare, ma di un elemento fondamentale del sistema con cui il corpo affronta situazioni impegnative.

Secondo l’indagine europea OSH Pulse 2025, il 29% dei lavoratori dell’Unione europea riferisce problemi di stress, depressione o ansia causati o aggravati dal lavoro, mentre il 37% denuncia un affaticamento generale. In Italia le percentuali raggiungono rispettivamente il 29% e il 39%; quattro lavoratori su dieci dichiarano inoltre di essere sottoposti a forti pressioni temporali o sovraccarichi.

«Lo stress non può essere affrontato pensando semplicemente di abbassare il cortisolo – spiega Roberto Feroli, CEO di TuttoBene TV e project manager di Salute.it –. Parliamo di un ormone indispensabile e di un sofisticato sistema di adattamento».

Tra le sostanze maggiormente analizzate figura l’ashwagandha, pianta utilizzata da secoli nella tradizione ayurvedica. Una meta-analisi pubblicata nel 2026, condotta su 22 studi e 1.391 adulti, ha evidenziato possibili risultati nella riduzione di stress, ansia e sintomi depressivi. Altri studi hanno preso in considerazione la Rhodiola rosea, individuando potenziali benefici anche sul sonno, sulle funzioni cognitive e su alcuni parametri ormonali.

La Bacopa monnieri viene invece studiata soprattutto per memoria, apprendimento e attenzione. Differente è il caso della L-teanina, aminoacido naturalmente presente nel tè, valutato per i possibili effetti sul rilassamento e sulle prestazioni cognitive. Risultati che, tuttavia, non devono essere generalizzati: un miglioramento della percezione dello stress non comporta necessariamente una riduzione del cortisolo.

«Naturale non significa automaticamente efficace e neppure sicuro – avverte Feroli –. Estratti, concentrazioni e dosaggi possono essere differenti, mentre non vanno escluse controindicazioni o interazioni con i farmaci».

La letteratura scientifica presenta ancora diversi limiti, dai campioni ridotti alla breve durata di alcune sperimentazioni. La prospettiva, quindi, non è quella di trovare una “pillola naturale” capace di cancellare lo stress, ma di integrare le nuove conoscenze con prevenzione, sonno adeguato, alimentazione equilibrata, attività fisica e corretti stili di vita. Una frontiera promettente, da raccontare con equilibrio e senza trasformarla nell’ennesima promessa miracolosa.

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