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Carlo Acutis "Quando la santità è giovane"

La Diocesi di Milano si prepara con gioia a fare festa per Carlo Acutis, luminoso esempio per tutti i ragazzi.
Sociale - Carlo Acutis

Una vita breve ma segno prezioso della grazia di Dio. La storia di Carlo Acutis, morto per una leucemia fulminante a 15 anni, nel 2006, si può leggere come un fatto che racconta di “un destino crudele che ha spezzato una promettente adolescenza” o con lo stupore di chi riconosce “la rivelazione della santità di un ragazzo”. Carlo Acutis nasce il 3 maggio 1991 a Londra, dove la famiglia si trovava per motivi di lavoro, ma vive a Milano, dove frequenta le scuole (le elementari al San Carlo e successivamente presso l’Istituto Tommaseo delle Suore Marcelline, poi inizia il Liceo classico al Leone XIII, istituto di Milano dei Gesuiti) e la parrocchia Santa Maria Segreta. Un ragazzo che conduce una vita normale: gioca a calcio, come tanti suoi coetanei, è un patito di informatica... una passione che lui trasformò in uno strumento per diffondere il Vangelo (con il suo talento realizza una mostra sul web dedicata ai miracoli eucaristici che avrà un successo internazionale). Papa Francesco nell’esortazione apostolica post-sinodale ai giovani ‘Christus vivit’, frutto del Sinodo del 2018, presenta Carlo Acutis, genio dell’informatica, come esempio ai ragazzi per un sano uso dei media: “Vedeva che molti giovani, pur sembrando diversi, in realtà finiscono per essere uguali agli altri, correndo dietro a ciò che i potenti impongono loro attraverso i meccanismi del consumo e dello stordimento. In tal modo, non lasciano sbocciare i doni che il Signore ha dato loro, non offrono a questo mondo quelle capacità così personali e uniche”. Nonostante la sua famiglia fosse benestante ed agiata, amava la semplicità: non era interessato al lusso e alle marche famose, preferiva destinare la sua “paghetta” per i poveri assistiti dai Cappuccini dell’Opera san Francesco o per comprare sacchi a pelo e coperte per i senzatetto, così come tutte le sere si recava a portare cibo e bevande calde ai bisognosi. Le mete preferite per le sue vacanze i pellegrinaggi ai Santuari mariani più importanti. “Questo ragazzo aveva capito che al centro di tutto deve esserci Dio”. Ogni giorno, infatti, dedicava del tempo alla preghiera personale, espressione di una fede intensa e matura, partecipando alla S. Messa, nell’Adorazione eucaristica e con la recita del S. Rosario, oltre che prestando servizio come catechista: “L’Eucarista è la mia autostrada per il cielo”, ripeteva. La sua simpatia e la sua capacità di mettersi in relazione con gli altri, non suscitavano invidie ma ammirazione in tutti coloro che lo hanno conosciuto. Nel 2006 affronta la malattia, rapidissima, senza un lamento: “Non aveva paura”. “Si pensava a un’influenza... invece le analisi del sangue gli diagnosticarono una leucemia fulminante”. “Offro le mie sofferenze al Signore, per il Papa e per la Chiesa. Muoio felice perché non ho mai sprecato un minuto della mia vita in cose che non piacciono a Dio”. Muore il 12 ottobre 2006, all’Ospedale San Gerardo di Monza, “con un sorriso bellissimo”. Dopo la sua morte sono arrivate numerose segnalazioni di grazie e miracoli. Nel 2007 i suoi resti mortali sono traslati dalla tomba di famiglia, nel Biellese, nel cimitero comunale di Assisi, (secondo il desiderio di Carlo di rimanere nella città di san Francesco), e il 5-6 aprile 2019 spostati nel santuario della Spogliazione (dove la sua tomba rimane aperta alla venerazione dei fedeli fino al 17 ottobre). La causa di beatificazione di Acutis è stata molto rapida: la fase diocesana a Milano si è chiusa dopo soli 3 anni. Il 5 luglio 2018 viene promulgato il decreto sulle virtù del venerabile; il 14 novembre 2019 arriva il parere positivo su un miracolo attribuito alla sua intercessione. Sabato 10 ottobre ad Assisi la solenne cerimonia con il rito di beatificazione nella Basilica di San Francesco (in diretta su Tv2000 dalle ore 16.30): la Diocesi di Milano si prepara con gioia a fare festa per Carlo Acutis, luminoso esempio per tutti i ragazzi.

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