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La musica come occasione di incontro, espressione e crescita personale. È questo il significato della nuova Sala Musica del VII Reparto della II Casa di Reclusione di Milano Bollate, inaugurata mercoledì 30 settembre. Uno spazio completamente riqualificato, dedicato alle prove, all’apprendimento degli strumenti e alle attività educative rivolte alle persone detenute.
Il risultato nasce da un percorso costruito negli anni, coordinato dalla funzionaria giuridico-pedagogica Simona Gallo con il coinvolgimento di detenuti, volontari, realtà del Terzo Settore, fondazioni e soggetti privati. Inizialmente le attività erano sostenute soprattutto da alcuni detenuti che mettevano a disposizione le proprie competenze come tutor. Scarcerazioni e trasferimenti rendevano però difficile assicurare continuità ai corsi: la collaborazione con la Fondazione Antonio Carlo Monzino, anche grazie all’impegno di Laura Bove, ha permesso di coinvolgere stabilmente professionisti e volontari qualificati.
La riqualificazione rappresenta una nuova tappa di “Musica in Carcere”, progetto presente a Bollate dal 2010, avviato con la donazione di strumenti e materiali per le sale prova e cresciuto attraverso laboratori collettivi e percorsi formativi. Dal 2017 l’Associazione Milano Musica affianca la Fondazione come partner dell’iniziativa.
I lavori hanno riguardato l’insonorizzazione, l’adeguamento degli impianti, il rinnovo dell’illuminazione e la climatizzazione. A rendere possibile l’intervento sono stati il sostegno economico della Fondazione Monte di Lombardia e la donazione dell’impianto di climatizzazione da parte della filiale italiana di Mitsubishi Electric.
«La Sala Musica rappresenta un esempio concreto di come gli spazi all’interno di un istituto penitenziario possano diventare luoghi di relazione, apprendimento e responsabilizzazione», ha dichiarato il direttore Giorgio Leggieri, sottolineando il valore del lavoro condiviso tra istituzioni, volontari, associazioni e privati.
Protagonisti dell’inaugurazione sono stati i componenti della 7Band, la Seventh Band, che hanno accompagnato la cerimonia con un concerto. La nascita del gruppo, con un nome e un logo scelti dai musicisti, racconta il senso di appartenenza maturato durante il percorso. Suonare insieme significa infatti esercitare l’ascolto reciproco, rispettare regole condivise e assumersi responsabilità: competenze che vanno oltre l’esperienza artistica.
Attivo anche a San Vittore e all’Istituto penale per minorenni Cesare Beccaria, “Musica in Carcere” continua così a offrire occasioni concrete di partecipazione e inclusione. A Bollate, la sala rinnovata dà una casa più accogliente a questo impegno, sostenendo attraverso la musica i percorsi di crescita e reinserimento sociale.
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