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domenica 26 maggio 2024 | ore 08:21

"Il ciliegio..."

"Non è il mio compleanno, né una ricorrenza particolare ma ormai i miei figli sanno che per farmi felice in questo periodo mi devono fare un regalo speciale: un semplice sacchetto colmo di ciliegie...".
Ambiente - Ciliegio

"Non è il mio compleanno, né una ricorrenza particolare ma ormai i miei figli sanno che per farmi felice in questo periodo mi devono fare un regalo speciale: un semplice sacchetto colmo di ciliegie. È un frutto che a me piace tanto, è vero, ma più che per il sapore amo averlo sotto gli occhi per evocare quei ricordi ormai lontani... Quando ero piccolo abitavo in un grande cortile che ospitava una decina di famiglie. Ogni famiglia aveva mediamente quattro o cinque figli, qualcuna anche di più, perciò tra le corse e gli schiamazzi di noi piccole pesti non si può dire che in quel cortile regnasse la tranquillità. Molto spesso infatti qualche anziano si lamentava della nostra irruenza; l’unico che non si lamentava era un grandissimo ciliegio al centro del cortile che fin dai primi anni d’infanzia è stato il compagno di giochi ed avventure di tutti noi bambini. Si può dire che quel ciliegio è cresciuto con noi ed ha sopportato tutte le nostre marachelle. Per tutto l’anno era il nostro gioco preferito, su quell’albero ci arrampicavamo, sui suoi rami ci fermavamo a chiacchierare, le sue fronde erano un prezioso nascondiglio quando sapevamo di averne combinata una grossa... ma il periodo più bello era la primavera.
Quando spuntavano le prime gemme ci divertivamo a contarle per indovinare quanti fiori avrebbe fatto e di conseguenza quanti dolci ciliegie ci avrebbe regalato. Tra i suoi fiori ci piaceva nasconderci ad ammirare le api che rubavano il loro nettare ma la nostra gioia culminava quando i frutti diventavano rossi e maturi. Eravamo perennemente su quel ciliegio a farne scorpacciate e a nessuno importava se in qualche frutto era nascosto anche qualche tenero ospite, faceva parte del gioco.
Perennemente, a turno, ogni sera qualcuno aveva mal di pancia per aver esagerato ma il giorno dopo si era di nuovo su quella pianta per ricominciare con un’altra scorpacciata. Alle mamme poco importava se i nostri vestiti tornavano tutti colorati di un bel rosso sangue, si erano abituate al cambio di colore dei nostri pantaloncini in quel periodo, l’unica raccomandazione che ci facevano era di ritornare a terra con il secchiellino da loro fornito pieno perchè dovevano farne la marmellata per la torta della domenica. Era incredibile come una semplice pianta riusciva a farci divertire così tanto, quei frutti piccoli e rossi erano il collante tra tutti noi bambini, bastavano buone gambe e braccia per arrampicarsi e ce n’era per tutti!". (Nonno Aurelio. Trucioli di Storia - www.truciolidistoria.it)

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