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giovedì 23 maggio 2024 | ore 17:42

Una guerra vicina/distante

Questo ancora 'potenziale' conflitto tra Russia e Nato viene vissuto e raccontato più come rischio di aumento di costi che non come una guerra che potrebbe cambiare il nostro modo di vivere.
Ucraina - Un soldato con il figlio

Nemmeno il tempo di divenire esperti musicali per il Festival di Sanremo, ritornare virologi per i due anni dall'inizio della pandemia di coronavirus in Italia, che le notizie di attualità ci riportano ad un passo da un conflitto pieno di incertezze.
Ma il mondo, soprattutto dopo questi due anni, è davvero cambiato. Basta osservarlo dalla percezione che l'opinione pubblica ha di quello che sta avvenendo in Ucraina. Questo ancora 'potenziale' conflitto tra Russia e Nato viene vissuto e raccontato più come rischio di aumento di costi che non come una guerra che potrebbe cambiare il nostro modo di vivere.
C'è però un torpore diffuso, una stanchezza che si potrae. Gli oltre duecento morti quotidiani di coronavirus passano inosservati, ma come commentava un noto virologo, son numeri pari a un disastro aereo quotidiano. Tutto passa ormai quasi in secondo piano o cambia nel giro di pochi istanti.
Dopo la vergogna dell'Afghanistan la situazione tra Russia ed Europa è il secondo, drammatico, campanello d'allarme di un situazione geopolitica incandescente. Perchè poi ci sarà la Cina, che ora silente osserva come si muovono tutti.
Non siamo ancora riusciti a superare le nostre paure, i nostri distanziamenti, le lotte ideologiche tra green pass e vaccinati e ci dobbiamo confrontare con una guerra nel nostro continente? Meglio sentirla lontana, sperando che non tocchi a noi.
Ma facendo così ne pagheremo il prezzo, in tutti i sensi e comunque vada. Aumenti di gas, certo, ma anche cinque milioni di potenziali profughi. Ma intanto online compaiono solo 'meme' di dubbio spirito. Le domande occorre farle ora che il 'war-game' si può ancora rallentare.

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