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martedì 26 ottobre 2021 | ore 11:51

La gazzosa

C’era un rito per assaporare quella bevanda ed era quello di aspettare che anche tutti i miei compagni di giochi facessero lo stesso acquisto e seduti sulle panche...
Rubrica  'Trucioli di Storia' - La gazzosa

Oggi sono andato a comprare dei dolcetti da regalare al mio nipotino e mentre li acquistavo mi sono tornati in mente tanti bei momenti della mia infanzia. Quando ero piccolo, di caramelle o dolcetti in casa non ce n’erano proprio, per averne qualcuno bisognava sudarselo... Per avere qualche spicciolo da poter spendere, tutti i pomeriggi dopo la scuola aiutavo i nonni in campagna; rigiravo il fieno sull’aia, davo da mangiare a polli e conigli, pulivo la stalla, raccoglievo le uova... tutto ciò che un bambino esile com’ero io poteva fare. La ricompensa di tutti quei lavori era una mancia di lire 100 che tutte le domeniche il nonno mi regalava. Se pur pochissimo, per me erano tantissimi e ne andavo fiero di quel piccolo “stipendio”!
Aspettavo con gioia la domenica per recarmi all’oratorio con i miei amici e giocare tutto il pomeriggio al pallone, non facevamo gare, tutto ciò che desideravamo era poter rincorrere la palla e tirargli un calcio ogni qualvolta capitava tra le nostre gambe, sperando di mirare la porta fatta da due paletti in legno con appesa una rete tutta sgualcita. Il culmine di quella gioia però era andare al bar dell’oratorio dopo il pomeriggio di giochi e tutto sudato ed assetato poter tirar fuori la mia mancia per comprarmi la gazzosa e la liquirizia. C’era un rito per assaporare quella bevanda ed era quello di aspettare che anche tutti i miei compagni di giochi facessero lo stesso acquisto e seduti sulle panche in sasso attorno al nostro campo srotolare la liquirizia, mangiarne le due estremità in modo che rimanesse forata da entrambi i lati, infilarla nella bottiglietta di vetro ed utilizzarla come se fosse una cannuccia per bere tutta la nostra gazzosa. La liquirizia cedeva il suo sapore alla gazzosa e noi la trovavamo buonissima. Bisognava stare attenti però a non rompere quella preziosa bottiglietta perchè altrimenti non ci veniva restituita la cauzione del vetro. Quelle poche lire avanzate servivano per le emergenze della settimana e guai a perderle per una distrazione!
Con questa nostalgia, oggi, insieme ai dolcetti per il mio nipotino mi sono lasciato sfuggire l’acquisto della stringa di liquirizia che con mia enorme sorpresa esiste ancora... ora non mi rimane altro che andare a caccia di una gazzosa nella bottiglietta di vetro per ritornare alla semplice felicità di allora.

Nonno Tino
www.truciolidistoria.it
Trucioli di Storia

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