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domenica 25 agosto 2019 | ore 13:29

Il cammino verso le Olimpiadi

È un grande risultato per l’Italia, per Cortina e per Milano aver ottenuto le Olimpiadi invernali del 2026. Soffermandoci, allora, sul capoluogo lombardo...
Sport - Milano-Cortina 2026

È un grande risultato per l’Italia, per Cortina e per Milano aver ottenuto le Olimpiadi invernali del 2026. Soffermandoci un attimo sulla nostra città, sembra proprio - a partire da Expo del 2015, proseguendo con i progetti di riqualificazione urbanistica di porta Nuova, così come dell’area dell’ex Fiera - che Milano sia lanciata con nuove energie verso il futuro. Sappiamo anche che la criminalità organizzata cerca – purtroppo non senza successo – di infiltrarsi negli affari della maggiore piazza finanziaria d’Italia e nel grandioso turbine edilizio che gravita attorno al capoluogo lombardo. Viene da pensare che Milano, il nord e la loro operosità siano un’eccezione rispetto ad alcune regioni del Sud Italia, gravate da problemi che i governi non hanno mai affrontato fino in fondo e vessate da ritardi infrastrutturali, talvolta secolari, ai quali non si è ancora posto rimedio. Il successo rappresentato dall’assegnazione delle Olimpiadi invernali non deve diventare l’ennesima carta da impiegare in un gioco poco intelligente che divida italiani del nord da altri italiani. Va però detto che la mentalità di Milano e dell’Italia settentrionale è centrata sull’operosità e sull’efficienza. Chi vive in queste aree sa bene che esiste un effetto contagio che contamina chi vi giunga da fuori: contribuire col proprio lavoro all’efficace raggiungimento di obiettivi piccoli e grandi è considerato un dovere morale. Non è scontato quel che abbiamo visto succedere in Romagna pochi giorni fa: stabilimenti balneari che la mattina apparivano devastati dalla furia del maltempo, erano di nuovo in ordine la stessa sera. Ciascuno di noi è chiamato a contribuire a questo contagio positivo e a portarlo anche dove non c’è. Da dove si comincia? Dal condividere obiettivi importanti, capaci di far guardare ognuno al di là dei propri steccati professionali, campanistilici e ideologici.

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