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sabato 21 settembre 2019 | ore 12:57

L'importanza del punto vendita

Due grandi aperture di punti vendita fisici hanno animato le giornate dei milanesi (non solo) in queste settimane: quella di Starbucks e quella di Apple, arrivati a Milano.
Comunicaré - Starbucks e Apple a Milano (Foto internet)

Due grandi aperture di punti vendita fisici hanno animato le giornate dei milanesi in queste settimane: quella di Starbucks e quella di Apple, due brand stranieri che hanno deciso di puntare la loro comunicazione nel nostro Paese sull’apertura di due punti vendita peculiari, che promettono di offrire al cliente un’esperienza unica.

Starbucks: le code e le polemiche

Cominciamo, allora, dalla tanto chiacchierata apertura di Starbucks, catena americana di caffè & co., che ha aperto i battenti in Piazza Cordusio nell’ex palazzo delle Poste, nel pieno centro di Milano. E se l’apertura è di poche settimane fa, le polemiche erano già abbondantemente iniziate addirittura a inizio 2017, quando il marchio made in USA si era aggiudicato l’appalto per la gestione delle aiuole verdi di Piazza Duomo, scegliendo di piantarci dei banani. Ora la polemica si sposta sulle infinite code di tanti italiani che vogliono provare la novità. A chi dice che gli italiani pecoroni potrebbero bere un caffè molto migliore in qualsiasi bar nostrano, diciamo però che è proprio il format del punto vendita a fare di Starbucks una catena vincente. Interni di design, connessione wi-fi gratuita e possibilità di rimanere nel bar per tutto il tempo desiderato, senza inservienti che ti mettano fretta. Il punto vendita, inoltre, è stato arricchito da chicche quali le prelibatezze dolci e salate dell’italianissimo Princi e l’angolo dedicato all’aperitivo. Occhio però: il cappuccino costa 4,50 euro contro l’1,34 euro di media milanese.

Apple: le code e le recensioni entusiastiche

Ha suscitato meno polemiche, ma sicuramente altrettanto clamore, l’apertura del flagship store Apple di Piazza Liberty, proprio al lato della Madonnina. Anche qui la coda c’era, per entrare per primi nel punto vendita disegnato dall’archistar Norman Foster, un trionfo di vetro, pietra grigia e fontane d’acqua. Tra i fan in coda tutta la notte, non solo “pazzi” comuni, ma anche influencer da 300 mila follower e persino stranieri. Il progetto di Apple, che porta per la prima volta in Italia il design degli originali punti vendita del colosso, è stato apprezzato per la sua valenza in termini di riqualificazione urbanistica, per la ventata di novità che ha portato in Piazza Liberty. Anche in questo caso, è il format dello store a contraddistinguere il brand: tavoloni di legno su cui sono posati tutti i prodotti, pronti per essere toccati con mano dai clienti. E poi gli esperti Genius, molto più che semplici commessi, ma veri nerd pronti a risolvere qualsiasi problema con smartphone e simili. Un vero e proprio paradiso per nerd (e non solo), dove passare - come da Starbucks - delle ore. Due esempi di esperienza di acquisto unica. E voi: l’avete già vissuta?

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