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domenica 02 ottobre 2022 | ore 05:12

C'è coppa e... coppa

L'Europa League: per le società di calcio italiane più quotate sembra quasi più un problema che una competizione da onorare. Ben vengano le medie e piccole squadre.
Il terzo tempo - Europa League (Foto internet)

C'è coppa e coppa. C'è coppa e coppa... purtroppo (aggiungiamo noi). Perchè, si fa presto a dire "sì, però non c'è paragone. Volete mettere l'una rispetto all'altra?", però poi non lamentiamoci quando si perdono i posti per andarci o ancora peggio viene meno la credibilità con il resto d'Europa. Una coppa è sempre una coppa, invece, che sia la Champions oppure l'Europa League nell'albo dei vincitori il tuo nome rimarrebbe stampato per sempre e così anche nelle tue bacheche personali quel trofeo sarebbe lì in eterno. Ma la realtà ahimé, oggi, è ben diversa: se giochi la prima (la cosiddetta coppa dalle grandi orecchie), allora, dai il massimo (o almeno ci provi), mentre se sei impegnato nella seconda (la vecchia uefa) sembra quasi che si cerchi in ogni modo di arrivare presto all'eliminazione. "Scendere in campo il giovedì sera porta via tante energie fisiche e mentali", è la classica frase che ci sentiamo ripetere ormai da anni e anni. I casi sono due, allora: o in Italia siamo talmente fragili che i nostri calciatori (professionisti, ricordiamoci bene questa parola; gente che fa questo di mestiere) si stancano tanto facilmente o le altre nazioni hanno giocatori che sono super atleti. Perchè le partite di Europa League si disputano tutte il giorno prima del venerdì e tutti nelle ore successive sono impegnati nei rispettivi campionati e nelle rispettive coppe nazionali. Troppo semplice, insomma, nascondersi dietro alle solite scuse, fingendo in alcune situazioni addirittura di essere dispiaciuti per essere usciti dalla competizione ed anche incazzati per come si è affrontata la gara (senza fare nomi e cognomi, di esempi, alla fine, nel tempo ce ne sono stati diversi) quando, invece, bisognerebbe avere il coraggio di ammettere in maniera chiara che l'Europa League alle italiane (soprattutto alle società più quotate) non interessa per nulla. C'è coppa e coppa... purtroppo: è una triste realtà, però è così! Ben vengano, perciò, le piccole e medie squadre: loro sì che ci mettono impegno ogni volta che scendono sul terreno di gioco; loro sì che, al di là di quelle che possono essere le singole potenzialità, cercano sempre e comunque di onore la sfida; loro sì che dovrebbero essere prese da esempio, anzi meriterebbero solo e soltanto loro di partecipare alla competizione.

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