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venerdì 22 gennaio 2021 | ore 16:38

Didattica: il futuro non è online

Le scuole saranno tra gli ultimi elementi del sistema a tornare alla vita normale. Fare lezione interagendo con gli studenti da casa ha letteralmente salvato l’anno scolastico ma...
Castano Primo - Didattica online

Si scalpita in molte aree del nord Italia, si vorrebbe riaprire e riaprire alla svelta. Certamente va salvaguardata la salute di tutti: abbiamo visto cosa accade senza lockdown, una strage, pura e semplice.
Dall’altra parte ci sono le legittime e necessarie esigenze del mondo produttivo e dell’asse economico del Paese. E’ dunque necessario agire per contemperare le due istanze in maniera non si muoia né di covid, né di fame.
Toccando un tema secondario in questo complicato orizzonte, vorrei fermarmi un istante sull’entusiasmo per la didattica on line, spuntata in una notte.
Le scuole saranno tra gli ultimi elementi del sistema a tornare alla vita normale. Fare lezione interagendo con gli studenti da casa ha letteralmente salvato l’anno scolastico in corso e sicuramente garantisce la continuità dell’apprendimento. Questo innegabile risultato non deve però far pensare che il futuro della scuola vada in questa direzione.
La scuola è e sarà sempre un luogo di incontri personali: è la presenza fisica degli studenti e degli insegnanti a fare la scuola e a renderla un ambiente educativo e uno spazio di apprendimento.
A scuola c’è bisogno di avere davanti tutta la persona nella sua integralità. Altrimenti si fa didattica d’emergenza, che è benedetta in condizioni come quella che stiamo vivendo, ma non può essere la norma.
Inoltre nella didattica a distanza ci sono problemi concreti che rischiano di escludere i timidi e gli svantaggiati, oltre che difficoltà eminentemente pratiche: in una famiglia di quattro persone con due figli in età scolare e due genitori in smart working si può pensare di avere quattro computer? Inoltre,è’ sano passare davanti allo schermo sei o sette ore invece che stare in classe con coetanei e insegnanti? Mi riferisco anche al piano psichico, pedagogico, relazionale.
La scuola deve dotarsi di risorse adeguate a questo tempo, ma non può pensare che la presenza in vivo non sia il cardine del suo funzionamento.

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