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domenica 28 novembre 2021 | ore 16:08

"Università gratis? Anche no, grazie"

E' la grande proposta elettorale di Pietro Grasso, leader del neo partito 'Liberi e uguali'. Idea sostenuta di slancio anche dal Movimento 5 Stelle. Per noi però...
Il bas

E' la grande proposta elettorale di Pietro Grasso, leader del neo partito 'Liberi e uguali', quella delle università completamente gratuite. Idea sostenuta di slancio anche dal Movimento 5 Stelle, a riprova che la ragione non dimora da quelle parti. Ora vi svelo un segreto: colui che scrive è un universitario. Prima che mi diate del matto, lasciatemi il tempo di spiegarvi, perché avanzare una proposta del genere significa, in lesione del principio per il quale verrebbe introdotta la norma, garantire una laurea soltanto ai figli dei più facoltosi, quasi precludendo di fatto la possibilità ai meno abbienti di graduarsi. Le università, metonimia dell’istruzione, così come tanti altri servizi pubblici sono sovvenzionate solo in una minima parte dalle rette, che i genitori dei laureandi versano nelle casse degli atenei, mentre il maggior carico è sulle spalle della fiscalità pubblica; per intenderci, le tasse, che paghiamo tutti. Questo per la banale ragione che le nostre rette coprono solo una frazione dell’intero costo di un curriculum universitario, il quale è molto più alto. Introdurre una proposta di questo tipo avrebbe l’effetto immediato di lasciar ricadere l’intero costo dell’istruzione universitaria sulla pubblica fiscalità, avviando un effetto domino, che porterebbe i ricchi a diventare, non solo più ricchi, ma anche più colti.. Il motivo è il seguente: con la premessa, statisticamente confermata, per cui i laureati avranno necessariamente un reddito maggiore dei non laureati, eliminare la tassazione universitaria significherebbe condannare il contadino, l’operaio, il meccanico medio, il cui figlio probabilmente non frequenterà mai un’università, a dover sostenere il prezzo di un corso di studi frequentato dal figlio di un facoltoso, che, alla fine di questo, si garantirà uno stipendio più alto del figlio del contadino, che non ha fatto l’università, ma l’ha pagata al ricco. Folle no? Ecco perché abolire la tassazione universitaria non è sicuramente la cura da somministrare ad un sistema certamente non perfetto e non equo, ma probabilmente più previdente ed inclusivo di quello che immagina Grasso.

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