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giovedì 02 maggio 2024 | ore 00:03

"A proposito di referendum"

L'intervento del consigliere regionale del Partito Democratico della Lombardia, Franco Mirabelli, sulla questione del referendum per l'abrograzione della riforma del lavoro.
Rubriche Politica - Il consigliere regionale PD Franco Mirabelli (Foto internet)

Si possono fare due scelte: quella di assumersi la responsabilità di governare il Paese in un momento così difficile per cambiare davvero e dare risposte ai problemi reali delle persone o quella di accarezzare il pelo ad ogni rivendicazione giusta o sbagliata che sia scegliendo la strada semplice della propaganda, di scaricare su altri la responsabilità, di non preoccuparsi di dare risposte vere ai problemi, ma accontentarsi di cavalcarli. Sono due strade inconciliabili. Chi sceglie la prima lavora per il futuro e il cambiamento. Chi sceglie la seconda, alla fine, appare orientato a conservare ciò che c'è, a difendere l'esistente che, invece, va cambiata, nella direzione giusta dell'equità, del lavoro, della giustizia sociale, ma, proprio per garantire questi principi, va cambiato. Promuovere un referendum per abrogare la riforma del mercato del lavoro non coglie la necessità di intervenire anche su quel versante facendo i conti con la complessità dei problemi e il bisogno di modernizzare proprio per garantire chi oggi di garanzie non ne ha. Ci si limita a proporre di cancellare (non di modificarla) la riforma quasi a negare che servano politiche del lavoro per dare più stabilità a chi non ce l'ha, più ammortizzatori a chi non ne ha ecc.. Se si vuole giustamente difendere lo Statuto dei Lavoratori bisogna farsi carico dei problemi aperti non ignorarli, proporre modifiche non negare la necessità della riforma. Se no il centrosinistra rischia di ridare fiato a chi ci presenta come conservatori, incapaci di proporre riforme vere, orientati a difendere solo i diritti di chi è oggi giustamente già garantito. Su questo punto non credo ci possano o ci debbano essere ambiguità. Il PD si candida al governo per cambiare il Paese e fare le riforme che servono per il lavoro e per i giovani, perché ci siano più equità e più giustizia, per costruire una Italia moderna a partire da un progetto per l'Italia nell'interesse di tutti e non solo di una parte. Forse è questo il punto da cui partire per costruire le alleanze in vista delle prossime elezioni. Ci dobbiamo candidare con chi condivide questo impegno se vogliamo essere credibili. Per questo la scelta di SEL di promuovere i referendum crea un problema molto difficile da risolvere.

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