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Piena dignità alla famiglia composta da conviventi

Con la Sentenza n. 148/24, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 230 bis III comma c.c., nella parte in cui non prevede come familiare, oltre al coniuge, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo, anche il convivente di fatto e come impresa familiare quella cui collabora anche il convivente di fatto. In via consequenziale, è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale anche dell'art. 230 ter c.c., (introdotto da c.d.
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Indennità di mensa nel TFR

<p>L&rsquo;ordinanza n. 7181 del 18 marzo 2024 emessa dalla Cassazione civile ha ribadito che, in assenza di diversa previsione dei contratti collettivi nazionali e aziendali, il <strong>valore del servizio mensa</strong> o <strong>l'indennit&agrave; sostitutiva di mensa</strong><strong>non</strong> possono costituire <strong>base di calcolo</strong> per la determinazione del <strong>trattamento di fine rapporto</strong> in ragione della loro natura <strong>ontologicamente non retributiva</strong>.</p>
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Risarcimento per manto stradale scivoloso

Il Tribunale, in funzione di giudice di appello, in riforma della sentenza del giudice di pace ha accolto l’appello proposto da una signora la quale, nel primo grado di giudizio aveva convenuto il Comune per ottenere il risarcimento dei danni subiti dal proprio veicolo a causa del manto stradale scivoloso.
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Condominio: precetto di pagamento

<p>Di recente il Tribunale di Catania ha ritenuto che il Condominio, pur se non dotato di autonomia patrimoniale perfetta, &egrave; un soggetto distinto dai singoli proprietari esclusivi, per cui bisogna riconoscere al soggetto passivo dell&rsquo;esecuzione il diritto di avere notizia e piena cognizione sulla natura del titolo in forza del quale si procede nei suoi confronti.</p>
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Eredità: valenza probatoria del verbale del notaio

La Suprema Corte di Cassazione, con ordinanza n. 9063 del 5 aprile 2024, ha affermato che il verbale di inventario redatto dal notaio ex articolo 775 c.p.c., in quanto atto rogato nell'esercizio delle funzioni, è assistito da pubblica fede.
In quanto tale rappresenta dunque, fino a prova contraria, fonte privilegiata di convincimento circa la ricostruzione e l'ammontare dell'asse ereditario al momento di apertura della successione.
La pronuncia trae origine da una vertenza riguardante la proprietà di un terreno sorta tra gli eredi di una signora e l’occupante dell’immobile.
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Deroga adozione maggiorenne

Con Sentenza n. 5/24, la Corte Costituzionale si è occupata dell’adozione di maggiorenne ed in particolare della differenza minima di età che deve esserci tra adottante ed adottato ed ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 291, primo comma c.c. nella parte in cui non consente al Giudice di merito di ridurre l’intervallo minimo di età tra adottante e adottato. Ai sensi dell’art. 291, primo comma c.c., tra adottante ed adottato deve sussistere una differenza di diciotto anni di età e detto limite non poteva essere derogato dal Giudice.
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Smart working e licenziamento

<p>Il caso oggetto di Sentenza riguarda la dipendente di una societ&agrave; cooperativa, che svolgeva mansioni di supervisione e controllo dei cantieri, la quale veniva licenziata per aver violato le disposizioni aziendali in ordine all&rsquo;orario di lavoro. La dipendente, tuttavia, svolgeva la propria prestazione lavorativa per la maggior parte del tempo da remoto ed era perfettamente in grado di tenere i necessari contatti e di svolgere i relativi compiti assegnati per tutte quelle ore in cui non si trovava in ufficio.