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Le spese di riscaldamento vanno ripartite secondo i consumi effettivi

Una recente sentenza del Tribunale di Rimini ha fatto luce su una questione che spesso genera conflitti nei condomini: la corretta ripartizione delle spese di riscaldamento e acqua calda. La decisione, emessa il 10 febbraio 2025, ha annullato una delibera condominiale che non rispettava i criteri di ripartizione previsti dalla legge, ribadendo un principio fondamentale: quando è presente un sistema di contabilizzazione del calore, le spese devono essere suddivise in base ai consumi reali di ciascun appartamento.
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L'usucapione tra ex coniugi

<p>Una recente sentenza del Tribunale di Taranto affronta un tema che interessa molte coppie separate: cosa succede quando un ex coniuge continua a vivere da solo nella casa coniugale per molti anni, mentre l'altro se ne disinteressa completamente?</p>
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Responsabilità del condominio per danni causati dai lavori

<p>Il condominio &egrave; considerato responsabile e pertanto tenuto al risarcimento dei danni subiti dall&rsquo;immobile del condomino a causa dei lavori alla facciata.</p>
<p>Nel caso sottoposto all&rsquo;esame della Corte di cassazione un Condominio aveva impugnato la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Napoli con la quale, in parziale accoglimento dell&rsquo;appello proposto, veniva condannato a risarcire i danni subiti dall&rsquo;immobile di un condomino in conseguenza dei lavori di ripristino della facciata commissionati dal Condominio.</p>
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Il certificato di abitabilità nelle compravendite immobiliari: una storia che fa riflettere

Il Tribunale di Alessandria ha emesso una sentenza significativa in materia di compravendita immobiliare, affrontando il caso di un preliminare risolto per mancanza del certificato di abitabilità.
La vicenda riguarda un contratto preliminare stipulato il 26.10.2021 per l'acquisto di un complesso immobiliare ad Alessandria, composto da cinque appartamenti, un magazzino, box auto e posti moto, per un prezzo pattuito di € 150.000,00, con caparra confirmatoria di € 10.000,00.
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Superbonus 110% e truffe: quando si perfeziona il reato secondo la Cassazione

La Corte di Cassazione ha recentemente stabilito un principio fondamentale in materia di truffe legate al Superbonus 110%: il reato si considera perfezionato già nel momento in cui viene creato il credito fittizio, senza necessità di attendere il suo effettivo utilizzo o cessione.
La questione è di particolare rilevanza considerando il proliferare di casi fraudolenti che hanno causato ingenti danni all'erario. Con questa pronuncia, la Suprema Corte ha voluto fare chiarezza sul momento esatto in cui si consuma il reato di truffa in questo specifico ambito.
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È valido il preliminare di vendita immobiliare anche se nel contratto mancano i dati catastali?

Secondo la recentissima ordinanza del 31 ottobre 2024 della Suprema Corte di Cassazione, Seconda Sezione Civile, la risposta deve essere affermativa, atteso che l’identificazione completa del bene è necessaria solo per gli atti traslativi e non per quelli obbligatori come il preliminare. 
Nel caso in analisi Tizia veniva citata in giudizio poiché, dopo aver promesso in vendita un immobile, non si era presentata davanti al Notaio per la stipula del contratto definitivo.
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Ciclista investito sulle strisce: assolto l’autista

No all’omicidio colposo dell’autista del bus che ha investito un ciclista sulle strisce pedonali perché il fatto non costituisce reato. È quanto emerge dalla sentenza n. 1027/2024 della Quarta Sezione Penale della Cassazione dell’8 ottobre 2024.
L’imputato, autista del bus, nell’effettuare la manovra di svolta a destra con semaforo che segnalava luce verde entrava in collisione con il velocipede che finiva sotto le ruote del bus e veniva trascinato.
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Simulazioni atto di vendita per gli eredi

La Corte di Cassazione è recentemente intervenuta sulla questione relativa all’onere probatorio che incombe in capo al legittimario pretermesso nell’ipotesi in cui il defunto abbia simulato l’atto di vendita.
La vicenda, giunta sino in Cassazione, trae origine dalla domanda presentata dal legittimario pretermesso nei confronti del fratello al quale la madre, in vita, aveva alienato due immobili. In particolare, il legittimario chiedeva che venisse dichiarata la nullità dei due atti di vendita poiché dissimulanti una donazione.