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Può il proprietario dell’ultimo piano trasformare il tetto in terrazza ad uso esclusivo?

Di recente la Suprema Corte ha ritenuto che il Condomino, proprietario del piano sottostante al tetto comune dell’edificio, può trasformarlo in terrazza di proprio uso esclusivo, sempre che un tale intervento dia luogo a modifiche non significative della consistenza del bene in rapporto alla sua estensione e sia attuato con tecniche costruttive tali da non affievolire la funzione di copertura e protezione delle sottostanti strutture svolta dal tetto preesistente, quali la coibentazione termica e la protezione del piano di calpestio mediante idonei materiali.
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L’agente immobiliare che non comunica all’acquirente il difetto di abitabilità commette “truffa contrattuale”?

<p>In tema di &ldquo;truffa contrattuale&rdquo;, il silenzio, astutamente tenuto dall&rsquo;agente immobiliare, pu&ograve; integrare l&rsquo;elemento del raggiro idoneo ad influire sulla volont&agrave; negoziale dell&rsquo;acquirente: ecco quanto sancito dalla Corte di Cassazione in tema di truffe nelle compravendite immobiliari. Nella fattispecie posta all&rsquo;attenzione della Suprema Corte, un agente immobiliare non aveva comunicato all&rsquo;acquirente di un immobile il difetto di abitabilit&agrave; del medesimo.
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Annullate le multe perché la prefettura non prova le verifiche di funzionalità svolte sull’autovelox

<p>Con sentenza n. 2407/2020, pubblicata in data 27/11/2020, il Tribunale Ordinario di Latina, Sezione II Civile &egrave; stato fautore di un&rsquo;importante svolta per l&rsquo;automobilista, che si trovi a dover fare i conti con i cosiddetti <cite>autovelox, </cite>o rilevatori di velocit&agrave;.</p>
<p>In questo caso, l&rsquo;appellante lamentava il fatto che gli era stata irrogata una multa per eccesso di velocit&agrave;, in quanto il rilevatore risultava <cite>privo di omologazione </cite>e di <cite>controllo periodico di funzionalit&agrave;.</cite></p>
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Come determinare il salario minimo garantito dalla Costituzione in base all’art. 36 Cost.

<p>Come ben si sa, l&rsquo;art. 36, comma 1, Cost. prevede il diritto del lavoratore ad una retribuzione che sia &ldquo;<strong>proporzionata&rdquo; </strong>alla quantit&agrave; ed alla qualit&agrave; dell&rsquo;attivit&agrave; prestata e &ldquo;<strong>sufficiente&rdquo;</strong> ad assicurare a s&eacute; ed alla propria famiglia un&rsquo;esistenza libera e dignitosa.</p>
<p>In virt&ugrave; di tali criteri si pu&ograve; determinare la<strong> misura della retribuzione minima</strong>.</p>
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Bambino con due mamme: la Cassazione riconosce in Italia il doppio cognome

Di recente la Suprema Corte ha riconosciuto in Italia il doppio cognome al bimbo con due mamme recependo i dettami di una sentenza spagnola.
Nel caso di specie la coppia di donne italiane si era sposata in Spagna e lì una delle due aveva scelto la procreazione medicalmente assistita per dare alla luce il figlio, nato in Italia.
La sentenza spagnola aveva riconosciuto la piena adozione all’altra signora, genitore intenzionale.
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Reato di falso ideologico per alterazione certificazione unica

<p>Il legale rappresentante di una societ&agrave; di capitali &egrave; stato chiamato a rispondere del reato di <strong>falso ideologico</strong> commesso da privato in atto pubblico previsto dall&rsquo;art. 483 c.p. per aver attestato, falsamente, nella <strong>Certificazione unica,</strong> di aver corrisposto il trattamento di fine rapporto al dipendente, in realt&agrave; mai elargito.</p>
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In presenza di una condizione di incertezza sul confine

Con ordinanza n. 30605, sezione Seconda, del 03-11-2023 la Corte di Cassazione ha stabilito che il Giudice incaricato di accertare l’esistenza o meno di una servitù di passaggio può utilizzare le mappe catastali solo se è incerta la linea di confine tra due fondi.
Di norma, infatti, nelle azioni di regolamento devono invece essere valorizzate, in primo luogo, le risultanze dei titoli di acquisto.
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Divieto di incarichi pubblici retribuiti per soggetti collocati in quiescenza

<p>La Corte dei conti, nell&rsquo;espletamento delle funzioni consultive assegnate alle proprie sezioni regionali di controllo in materia di <strong>contabilit&agrave; pubblica</strong>, e quindi di <strong>spesa del personale</strong>, ha affrontato ancora una volta la questione relativa alla domanda se i soggetti collocati in quiescenza possano percepire una <strong>retribuzione </strong>a carico della finanza pubblica.</p>
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Lavoratore malato può chiedere le ferie

La Corte di Cassazione, con propria ordinanza n. 26697 del 21.09.2023, ha affermato che il datore di lavoro <strong>non può negare <cite>tout court</cite> le ferie richieste dal lavoratore malato che vorrebbe evitare il superamento del periodo di comporto e conservare il posto di lavoro</strong>, in quanto tale diniego sarebbe  di per se illegittimo, a meno che non sussistano ragioni datoriali concrete ed effettive che giustificano tale scelta.