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Le spese di riscaldamento vanno ripartite secondo i consumi effettivi

È illegittima qualsiasi suddivisione basata sui soli valori millesimali delle unità immobiliari.
Una recente sentenza del Tribunale di Rimini ha fatto luce su una questione che spesso genera conflitti nei condomini: la corretta ripartizione delle spese di riscaldamento e acqua calda. La decisione, emessa il 10 febbraio 2025, ha annullato una delibera condominiale che non rispettava i criteri di ripartizione previsti dalla legge, ribadendo un principio fondamentale: quando è presente un sistema di contabilizzazione del calore, le spese devono essere suddivise in base ai consumi reali di ciascun appartamento. La vicenda ha preso avvio dall’impugnazione di alcuni condomini della delibera assembleare che aveva approvato il rendiconto dell'esercizio e il preventivo per il successivo. I ricorrenti contestavano la modalità di ripartizione delle spese, sostenendo che l'amministratore non avesse rispettato le norme vigenti in materia di efficienza energetica, in particolare il decreto legislativo 102/2014 che disciplina la contabilizzazione del calore negli edifici. La consulenza tecnica d'ufficio disposta dal Tribunale ha confermato le ragioni dei condomini ricorrenti, evidenziando come non fosse possibile identificare il criterio utilizzato per la ripartizione delle spese. In particolare, è emerso che mancavano elementi essenziali come l'indicazione delle quote volontarie e involontarie dei consumi, le date e le letture dei contabilizzatori e dei ripartitori, tutti dati necessari per una corretta suddivisione degli oneri. Il Tribunale, in linea gli orientamenti della Cassazione, ha ribadito che le spese di riscaldamento centralizzato devono essere ripartite in base al consumo effettivamente registrato, risultando illegittima qualsiasi suddivisione basata sui soli valori millesimali delle unità immobiliari. La decisione ha quindi annullato la delibera nella parte relativa alla ripartizione delle spese di riscaldamento e acqua calda, condannando il condominio al pagamento delle spese legali. La sentenza si inserisce in un orientamento ormai consolidato che mira a promuovere l'efficienza energetica e la consapevolezza dei consumi negli edifici, garantendo al contempo l'equità nella ripartizione delle spese condominiali. Un principio che, oltre a rispondere a esigenze di giustizia, contribuisce anche alla razionalizzazione dei consumi energetici, tema sempre più rilevante nel contesto attuale. Questa pronuncia ricorda come la trasparenza e la precisione nella contabilizzazione dei consumi siano elementi imprescindibili per una corretta gestione condominiale.