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La coppa di Davide

Il groppo in gola, gli occhi lucidi e quella dedica che arriva proprio all'indomani della vittoria dell'Italia ai campionati Europei. Poche e semplici parole, ma che hanno un significato speciale, profondo, enorme. La voce è quella del capitano, il 'nostro' capitano Giorgio Chiellini, il ricordo, invece, è per il compagno e prima ancora per l'amico Davide Astori, il difensore della Fiorentina morto il 4 marzo del 2018 mentre era in albergo con la sua squadra prima della partita con l'Udinese.
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Tour leader a Wembley: "Che emozione"

Volo Malpensa-Londra e, poi, dritta verso Wembley, proprio là dove qualche ora dopo l'Italia di Roberto Mancini avrebbe affrontato l'Inghilterra nella finale di 'Euro 2020'. La voce è ancora rotta dall'emozione, i brividi che ritornano sulla pelle solo a ripensarci e le emozioni tante, tantissime, che si mischiano assieme. E, in fondo, diversamente non potrebbe essere, perché per lei la domenica appena passata è stata doppiamente speciale.
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Barche di cartone e via alla sfida

Pronti di nuovo con cartoni, nastro adesivo e, soprattutto, tanto estro e creatività. "Non c'è due, senza tre...", infatti, perché per la terza volta a Turbigo ecco la 'Carton Boat Race' (che per coloro che hanno dimistichezza con la lingua inglese, non c'è quasi bisogno di spiegazione - carton, appunto cartone, boat uguale imbarcazione, o comunque qualcosa che perlomeno galleggia e sia idonea al trasporto, e race, infine, gara;
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La moschea interessa davvero?

Quattro date previste (il 12, 13, 15 e 16 luglio), la prima 'andata', ma anche l'unica. Già, proprio così, non ce ne saranno altre, perché i cittadini che si sono prenotati per partecipare agli appuntamenti di confronto, promossi in sala consiliare dal sindaco Giuseppe Pignatiello, sono stati solo i 15 (più o meno) di lunedì. E, allora, la domanda ci viene spontanea: il tanto discusso e dibattuto centro culturale islamico che sorgerà in via Friuli a Castano interessa davvero? Oppure, volendo riprendere quel vecchio e ormai noto modo di dire "molto rumore per nulla...".
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Primo e (unico) incontro

La sala, ovviamente, è quella consiliare. Una quindicina di persone, più o meno, il tempo di sedersi e poi si può cominciare. Il primo, ma come ci tiene a sottolineare il sindaco di Castano, Giuseppe Pignatiello, "Purtroppo anche l'unico" incontro organizzato per confrontarsi con la popolazione sull'ormai nota questione del centro culturale islamico che sorgerà in via Friuli.
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Wembley, stavolta sì...

La sorte, in fondo, gli doveva qualcosa. E lui quel qualcosa se l'è preso tutto e lo ha fatto nel modo più bello che potesse esserci. Là sul tetto d'Europa, 53 anni dopo quell'unico trionfo 'Azzurro' in un Campionato Europeo. Roberto Mancini, il nostro ct, semplicemente il 'Mancio', da Wembley a Wembley, ma stavolta con un finale ben diverso e che resterà per sempre nella storia. Campione, insomma, oggi sì che lo può gridare forte e chiaro, perché se il sogno era sfumato, purtroppo, da giocatore (con la Sampdoria in Coppa dei Campioni nella stagione 1991-1992) proprio a Londra, beh...
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"Abbracciamoci forte"

Il lungo abbraccio (l'ennesimo di questi Europei), ma stavolta anche le lacrime... di gioia, euforia ed emozioni uniche, immense, straordinarie. Il 'Mancio' e Gianluca (Vialli), Gianluca e il 'Mancio', praticamente una cosa sola, così come una cosa sola è stata tutta la Nazionale. Perché la vittoria, alla fine, è arrivata fuori dal terreno di gioco. E' lì che l'abbiamo costruita, giorno dopo giorno, partita dopo partita. Con la preparazione, la grinta, la testa e il cuore, certo, però, soprattutto, con l'essere gruppo, squadra.
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Notti magiche...

Le hanno intonate fin dal primo giorno. Le hanno gridate, tutti assieme, al termine di ogni partita. Sul pullman, davanti all'albergo, in aereo, con i tifosi, ma, soprattutto, ce le hanno fatte vivere. Campioni d'Europa; campioni in quelle notti che, come cantavano Edoardo Bennato e Gianna Nannini nel 1990, mai come oggi sono diventate di nuovo magiche. Un'estate che più italiana di così non si può, insomma! L'Azzurro a colorare Wembley e la coppa che, dopo 53 anni lunghi anni, si alza verso il cielo. Una vittoria che va oltre il classico e tradizionale campo da gioco.
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"Che domenica bestiale..."

Wembley e Wimbledon; Wimbledon e Wembley, beh... metteteli come preferite, alla fine non cambia. "Che domenica bestiale", insomma, mai come oggi canterebbe ancora più forte Fabio Concato, perché quella che stiamo per vivere sarà davvero una giornata che, difficilmente, dimenticheremo. L'Italia nel segno dello sport e della 'doppia vu', come qualcuno l'ha già ribattezzata e, in fondo, altrimenti non avrebbe potuto essere.
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Bossi, l'Azzurro di Turbigo

I diversi ritagli di giornale di quegli anni, la maglia numero cinque e il primo pensiero che, inevitabilmente, va al momento dell'inno. Si emoziona e si commuove ancora e, in fondo, altrimenti non potrebbe essere, perché non è da tutti vestire la divisa 'Azzurra' dell'Italia del calcio. E lui, alla fine, l'ha indossata eccome.