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Lavori in casa: conta il bonifico, non il cantiere

Chi pensa di rifare il bagno, cambiare le finestre o intervenire sulla facciata del condominio farebbe bene a guardare il calendario prima ancora dei preventivi. Dal 1° gennaio 2027, salvo ripensamenti nella manovra d'autunno, le detrazioni per ristrutturazioni, risparmio energetico e interventi antisismici scenderanno dal 50 al 36 per cento per l'abitazione principale e dal 36 al 30 per cento per gli altri immobili. Su una spesa di 40.000 euro vuol dire perdere 5.600 euro di sconto fiscale: non proprio un dettaglio.
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Condomino moroso e riscaldamento

Un condomino non paga le spese per anni e il condominio chiede di staccargli il riscaldamento centralizzato. Misura dura, perché il calore in casa non è una comodità qualsiasi. Il Tribunale di Mantova, con sentenza del 25 agosto 2026, ha però dato ragione al condominio e riaperto una domanda molto concreta: fino a quando gli altri condomini devono pagare anche per chi non paga?
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IMU e casa di famiglia: se i coniugi vivono separati l’esenzione può restare

Una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione ha chiarito un tema che può interessare molte famiglie: l’esenzione per l’abitazione principale non può essere negata solo perché marito e moglie, o comunque i componenti del nucleo familiare, vivono in luoghi diversi. È una precisazione importante, perché riguarda situazioni oggi tutt’altro che rare: coniugi che lavorano in città diverse, famiglie organizzate su più abitazioni, persone che per ragioni personali o familiari hanno stabilito la propria vita quotidiana in luoghi differenti.
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Ascensore per il condomino disabile: la Cassazione fissa il limite a chi si oppone

Fino a che punto un ascensore installato per una persona con disabilità può incidere sui diritti dei vicini prima che se ne possa chiedere la rimozione? La Cassazione, con l’ordinanza n. 16428/2026, è tornata su un tema molto concreto per molti condomini italiani, soprattutto negli edifici più datati, costruiti quando l’accessibilità non era ancora una priorità.
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Quella raccomandata che non hai ritirato? Per la legge l'hai già letta

C'è una convinzione diffusa, comprensibile ma sbagliata, secondo cui finché non si apre una lettera raccomandata non si può essere ritenuti responsabili di non averne preso atto. In fondo, se non l'ho ritirata, come posso sapere cosa c'era scritto? Il ragionamento sembra di buon senso. Il diritto, però, funziona diversamente — e una recente sentenza del Tribunale di Foggia lo ricorda con chiarezza.