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Il 'guerriero' è tornato in campo

Il 'guerriero' che è tornato in campo. Pantaloncini, maglietta e via dalla testa il cappello, eccolo di nuovo là, sul terreno di gioco, quello che da sempre è la sua 'seconda casa'. Ma, in fondo, non c'erano dubbi che, prima o poi, questo sarebbe accaduto, perché Mihajlovic è così.
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'Ginettaccio'... la leggenda

Lo sportivo, il campione, l'uomo. Dici Bartali, dici ciclismo, ma Gino era molto di più di quelle falcate sui pedali che strappavano applausi, emozioni, gioia e delle gare sempre affrontate con grinta, impegno e determinazione. Gino era un simbolo, un esempio, il punto di riferimento di uno sport 'd'altri tempi', capace di conquistare tifosi e appassionati di tutto il mondo.
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Il 'Toro' degli immortali

Il granata a colorare i cuori e gli animi. Il simbolo del Toro, poi, ben stampato in testa. E attorno le emozioni (tante, tantissime) che si mischiano con i ricordi e la commozione. Perché il 4 maggio per il mondo del pallone non è un giorno qualunque. No! E' il giorno, con la 'G' maiuscola, l'anniversario di quel magico e indimenticabile gruppo che ha scritto pagine e pagine di storia del calcio, facendo sognare tifosi e appassionati di ogni angolo dell'Italia e del pianeta.
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'Magic' che corre veloce...

La curva 'Tamburello', la monoposto che esce di strada, l'impatto contro il muro a bordo pista e il campione che vola via per sempre. L'uomo e il pilota che non c'è più. Ayrton l'idolo, il simbolo, l'esempio; Ayrton che, in fondo, non se ne è mai andato e mai se ne andrà davvero. Perché Senna non era soltanto uno dei 'grandi' della Formula 1, no... Senna era un fuoriclasse e un icona.
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La pandemia del calcio

Quando e, soprattutto, con quali modalità? Prendendo a prestito un famoso spot pubblicitario e modificandolo un po', verrebbe da dire... "Toglieteci tutti, ma non il calcio". Perché mentre nel nostro Paese sono ancora tanti, tantissimi i dubbi, le perplessità e i punti interrogativi sulle riaperture (la 'Fase 2', per intenderci), beh la 'nostra' priorità, come sempre e purtroppo, resta il calcio. Nuovi contagi, altri morti, aziende ed attività commerciali che non sanno se e come potranno aprire, insomma, eppure noi... chi se ne frega!
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I 'diversi'... abbracci

Niente abbracci, strette di mano, contatti ravvicinati e assembramenti. Ditemi che stiamo scherzando, allora. No, lo scherzo non è per le misure da tenere (queste, ci mancherebbe, sono giuste e sacrosante; anzi bisognerebbe che tutti iniziassimo davvero a rispettarle), ma per quanto si è visto, purtroppo, nella giornata di ieri (domenica 8 marzo) sulla maggior parte dei campi di calcio della serie A. Perchè... "Forza che si gioca", già dimenticavo a porte a chiuse, e, in barba a quelli che sono gli accorgimenti da tenere, ecco che, il tempo di fare un gol e...
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"Avete rotto le... palle!"

Porte chiuse oppure aperte, rinvii o meno, sì alcune e altre no: beh... in un momento di vera e propria emergenza sanitaria, uno degli argomenti più trattati degli ultimi giorni è stato appunto cosa fare con il campionato di calcio. Quasi a dire, certo c'è il Coronavirus e siamo in campo per fronteggiarlo, ma c'è anche e, soprattutto, la serie A e ci sono i tantissimi tifosi, mica si vorrà scontentarli o farli arrabbiare?
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La 'Dea' delle meraviglie

Il nerazzurro a colorare il campo e gli spalti; undici e più 'eroi' che corrono da una parte all'altra, regalando giocate, emozioni e spettacolo. Perchè, molte volte, capita che le favole non siano soltanto frutto della fantasia e dell'immaginazione, ma arrivino direttamente dalla realtà. E l'Atalanta ne è sicuramente un esempio. La storia di una squadra e di una società che, oggi come non mai, sta diventando (anche se in fondo, lo è già) uno dei simboli del nostro calcio e pure di quello europeo.
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L'amore per il 'pirata'

La notizia che rimbalza in tv e in radio. E, poi, il giorno dopo, i titoli sui giornali e i tanti, tantissimi messaggi che, uno dopo l'altro, si susseguono: "Se n'è andato", "Ciao Marco", "Grazie di tutto".
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Generazione... Maldini

I colori sulla maglia, alla fine, non potevano che essere il rosso e il nero; quel nome, poi, stampato dietro che ha scritto pagine e pagine importanti del calcio italiano e mondiale. Perché chi l’ha detto che i protagonisti delle favole sono sempre e soltanto principi azzurri, principesse, cavalieri o personaggi particolari e, soprattutto, che queste sono unicamente frutto della fantasia? Beh… a volte arrivano anche dalla realtà e sono fatte di persone in carne ed ossa.