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Due è troppo, ma...

Due... è troppo! Due volte consecutive, infatti, costretti a guardare i Mondiali da semplici spettatori, beh è qualcosa che lascia davvero increduli e amareggiati. E lo fa per diversi motivi. Primo: perché solamente l'estate scorsa ci siamo laureati campioni d'Europa. Secondo: perché, alla fine, il girone di qualificazione era più che abbordabile, anzi a dire la verità sarebbe dovuto toccare proprio a noi "farla da padroni".
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Il tifo che se ne frega

Il tifo che se ne frega. E non veniteci a raccontare la solita 'storiella' del "Ma dai non è tutto vero quello che ci dicono. Chi ci crede più" e ancora "Avevamo le mascherine ed eravamo all'aperto", ecc... No, almeno stavolta evitiamo simili e molte altre frasi praticamente o quasi identiche. Facciamolo per quelle persone (e sono tante) che, ormai da un anno, stanno facendo sacrifici, provando a rispettare le varie regole e misure di sicurezza imposte dall'ermegenza Covid-19.
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Fischietto... 'numero uno'

Il carisma e la grinta di chi ha affrontato tante battaglie (sportivamente parlando, s'intende); la tenacia e la personalità di chi è stato capace di conquistare i diversi giocatori in campo e di diventare un punto di riferimento e un esempio per i colleghi di allora e per quanti sono arrivati dopo. Un passato sempre sul campo, cartellini in tasca e fischietto in bocca, beh... dopotutto il suo ruolo era quello di direttore di gara. L'arbitro, insomma, oggi, poi, nientemeno anche con la 'A' maiuscola.
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Pablito, campione 'Mundial'

La rete che si gonfia una, due, tre volte e di nuovo. Il bomber con la 'B' maiuscola, capace di far gridare di gioia un'intera Nazione e il suo popolo. 'Pablito', l'eroe di quel Mondiale che, ancora oggi, è storia, ricordi, emozioni. 'Pablito', il fuoriclasse, purtroppo, volato via per sempre, ma che da lassù continuerà, comunque, a dispensare giocate uniche, eccezionali, di qualità. Il simbolo di un calcio d'altri tempi, solo e soltanto lui, Paolo Rossi, un altro grande che se ne è andato in questo triste e terribile 2020.
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Fischia... lei!

Il tunnel che porta al campo, di fianco le due squadre e, poi, l'attesa e l'emozione che si mischieranno, inevitabilmente, con la concentrazione di chi sa che quella non sarà una partita come le altre. Eh no! Non sarà così per ben due motivi: innanzitutto perché è la Champions League, quindi perché sarà la 'prima volta' che un arbitro donna dirigerà una gara maschile (Juventus-Dinamo Kiev, a Torino), appunto, della massima competizione europea per club. L'ennesimo record, insomma, ma, in fondo, c'era da aspettarselo se di fronte hai Stephanie Frappart. Già, lei...
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Lanciafiamme... a salve

Non è passata un'eternità, eppure qualcosa si è mosso. Cosa? Boh... Vorremmo girare la domanda al governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Eh già presidente, tutti noi ci ricordiamo ancora (in fondo come avremmo potuto dimenticarcene) le sue tante e 'colorite' dichiarazioni e avvertimenti di questi mesi di pandemia contro chi avrebbe violato o solamente pensato di violare le varie misure anti Covid ("Feste di laurea? Vi mando i carabinieri con il lanciafamme!", solo per citarne una), ma, all'improvviso e come se niente fosse, ecco che tutto sembra svanire così, nel nulla.
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Maradona... AD10S

Genio e sregolatezza. Il campione, il mito, la leggenda capace di cadere più volte e di rialzarsi altrettante. Ma stavolta, purtroppo, no! Stavolta Diego non ce l'ha fatta. 'El Pibe de Oro', come l'avevano soprannominato, il simbolo del calcio mondiale non c'è più, è volato via per sempre. E con lui è come se fosse morto l'intero mondo del pallone.
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Che (capo) Giro...

Poteva essere un Giro d'Italia come tutti gli altri? Certo che no! E, alla fine, infatti non lo è stato. Innanzitutto per il periodo (l'emergenza Covid-19 che ha costretto gli organizzatori a spostare la manifestazione dalla primavera in autunno) e, poi, anche e, in modo particolare, per la gara vera e propria, decisa praticamente sul filo di lana. Ha vinto Tao Geoghegan Hart e lo ha fatto, appunto, nell'ultima tappa, sul traguardo finale di Milano.
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Un 'ringhio' di bene

Lo sportivo e l'uomo; l'uomo e lo sportivo. La grinta, il carattere, l'impegno, la fatica e, poi, quell'attenzione particolare e costante verso il prossimo. Ma, in fondo non è una novità, perché Rino Gattuso è così. 'Ringhio' il campione fuori e dentro il terreno di gioco. 'Ringhio' il punto di riferimento per i compagni, prima, e per i suoi giocatori adesso.
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Simoni... mister d'altri tempi

La Coppa Uefa alzata nel cielo di Parigi contro la Lazio nel 1998, al termine di una stagione, certamente lunga, ma, allo stesso tempo, carica di grandi emozioni. La sua 'firma' chiara, precisa e indelebile, a sancire un'annata che, inevitabilmente, è entrata nella storia e nei cuori dei tanti, tantissimi tifosi nerazzurri. Lui, la guida e il faro di un Inter che, sotto le straordinarie giocate del 'fenomeno' Ronaldo e di molti altri campioni, aveva saputo incantare e conquistare l'Italia e in generale l'Europa intera. L'uomo e l'allenatore; l'allenatore e l'uomo...