Salta al contenuto principale
Notizie dal Museo - Una tesi di laurea sul Museo Storico Civico di Cuggiono

Il Museo per la laurea

Gloria Castellazzi di Robecchetto con Induno ha discusso la sua tesi di laurea 'Musei etnografici in Italia - Il caso Museo Storico Civico di Cuggiono'.
NOTIZIE DAL MUSEO - Capita sovente che al Museo arrivino giovani in visita accompagnati dai loro insegnanti, che poi entusiasti ritornano accompagnati dalle loro famiglie e l’interesse per la collezione Cuggionese si espande. Capita sovente che giovani incuriositi dalla pubblicità fatta sui social arrivino al Museo e seguano le visite guidate effettuate dai volontari. Ma capita raramente che qualcuno decida di presentare una tesi di laurea sul Museo storico civico di Cuggiono. E’ successo venerdì 6 ottobre quando Gloria Castellazzi di Robecchetto ha discusso la tesi di laurea “Musei etnografici in Italia - Il caso Museo Storico Civico di Cuggiono”. Grande la sua competenza perché ha coronato il ciclo di studi con un ottimo risultato: 110, conseguendo la laurea in Scienze dei Beni Culturali. Ha desiderato festeggiare alla sera con amici e parenti tra le mura del Museo insieme ai volontari che l’hanno guidata durante la stesura della tesi. Gloria afferma che da sempre ha nutrito interesse nei confronti della museologia e ha inteso spiegarne il significato e il suo ruolo sociale. Dietro suggerimento della propria Docente Universitaria, si è concentrata su un caso locale: il museo di Cuggiono, appunto. Lei stessa dichiara di aver avuto una sorta di “colpo di fulmine” per la nostra realtà perchè ben organizzata e frutto del contributo degli abitanti del paese e dei dintorni, che qui portano i loro “tesori del passato” e che sanno quindi raccontare quegli oggetti di persone che li hanno usati, li hanno “vissuti”. Gloria Castellazzi invita tutti a recarsi al Museo perché durante i suoi studi ha scoperto che non è una realtà astratta come un quadro dipinto da osservare da lontano, ma da vedere da vicino perché bisogna entrarci “col cuore e con la mente”, paragonando il Museo a un disegno che va minuziosamente osservato.