C'era una volta in tv
"Once upon a time" verso il grande finale
Biancaneve, il principe azzurro, la regina cattiva… Verrebbe da dire, sospirando, “già visto!”, soprattutto in questo periodo di invasione fiabesca: da circa un mese, infatti, è presente nelle sale cinematografiche “Biancaneve” (titolo originale “Mirror Mirror”) con Julia Roberts e luglio in Italia uscirà anche “Biancaneve e il cacciatore” (“Snow White & the Huntsman”) con Charlize Theron.
Eppure “Once upon a time” (telefilm in onda in Italia su Fox da dicembre con il titolo di “C’era una volta”) è qualcosa di diverso.
Innanzitutto per l’ambientazione: i personaggi delle fiabe sono catapultati ai giorni nostri, a Storybrooke, sperduto paesino del Maine e condannati a vivere senza “lieto fine” e senza ricordi della precedente vita.
Così Biancaneve, che a Storybooke si chiama Mary Margaret, fa la maestra elementare e il suo principe azzurro James giace in coma in ospedale, mentre Regina, la cattiva matrigna artefice della maledizione, occupa una posizione di grande potere, è il sindaco del paese, e controlla tutto ciò che accade.
Tutto è bloccato in una specie di sospensione temporale finché in città non arriva Emma Swan (interpretata da Jennifer Morrison, la dottoressa Cameron di "House"), cacciatrice di taglie di professione e madre naturale di Henry, figlio adottivo di Regina. Proprio Henry possiede la chiave per capire cosa succede a Storybrooke: si tratta di un libro di fiabe in cui sono raccontate tutte le storie dei suoi abitanti e dove si dice che proprio Emma, che in realtà è la figlia di Biancaneve e del Principe azzurro, può salvare tutti dalla maledizione.
Qui arriva la novità di “Once upon a time”: in un parallelismo che porta lo spettatore a svelare le “vere” identità degli abitanti di Storybrooke vengono mostrate le storie dei personaggi che tutti conosciamo (non solo Biancaneve, ma anche “Cenerentola”, “La bella e la bestia”, “Cappuccetto Rosso” e molte altre) in una rivisitazione che le vede creativamente modificate e tutte collegate tra loro.
Il pubblico USA è ormai in trepida attesa del gran finale della prima serie che si terrà il prossimo 13 maggio su ABC (e pregusta la nuova stagione già in programma), mentre in Italia si dovrà attendere il 12 giugno.
Per chi non riuscisse ad aspettare, o volesse recuperare la visione di questa serie, è sicuramente consigliata la lingua originale (su Itunes sono disponibili tutte le puntate), con sottotitoli, eventualmente in italiano, che ha anche il vantaggio di permettere allo spettatore di ampliare il proprio vocabolario inglese.
Certo, quanto può essere utile per la vita di tutti i giorni imparare che “maledizione” si dice “curse”? Beh, se ci si dovesse trovare nel Maine, potrebbe essere di un’importanza "mortale"!