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Territorio

In piscina serve un sollevatore

Con il sollevatore mobile, la piscina comunale potrà finalmente accogliere anche le persone con problemi di deambulazione per le attività in acqua. La Fondazione CRT e la Fondazione della Comunità del Novarese Onlus hanno creduto in quest’importante iniziativa, ma per acquistarlo mancano ancora più di quattro mila euro. E’ possibile, dunque, effettuare anche un piccolo versamento sul conto corrente intestato alla Fondazione della Comunità del Novarese Onlus a favore del progetto, indicando nella causale il titolo dell’iniziativa “Sollevatore mobile a Trecate”.
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Ci vuole senso civico

Cosa serve fare la raccolta differenziata, se poi qualcuno porta la propria immondizia e la riversa nei piccoli contenitori sparsi nei vari punti della città. Siamo subito pronti a contestare gli amministratori ogni qualvolta facciano qualcosa che non condividiamo e poi qualcuno si diverte nel compiere gesti che nulla hanno a che vedere con il senso civico. Non basta imbrattare i muri con scritte che deturpano edifici pubblici e privati, distruggere parchi e segnaletica. Ora facciamo fatica anche a depositare fuori casa i nostri rifiuti.
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Caccia ai finanziamenti

Grazie al supporto dell’Ufficio Ricerca e Sviluppo Progetti di Finanziamento e dei settori di riferimento, l’amministrazione comunale ha cercato e ottenuto fondi per garantire e potenziare i servizi offerti ai trecatesi. I 40 mila euro della regione Piemonte consentiranno di effettuare interventi di manutenzione straordinaria presso l’asilo nido, mentre i fondi ottenuti per la sostenibilità energetica da parte della Fondazione Cariplo, per circa 36 mila euro, hanno l’obiettivo di implementare la riduzione delle emissioni di gas climalteranti e degli inquinanti atmosferici.
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Giù le mani dal falò

Buio e silenzio quest’anno, a Trecate, la sera del 17 gennaio: annullato il falò di Sant’Antonio che da molti anni si teneva nei campi alla fine di via Sozzago. Annullata una manifestazione che, con un pizzico di ironia e molto folklore, ricordava la lotta del santo col diavolo per rubargli il fuoco. Niente litanie della Compagnia del Purscè, niente recite dialettali, niente “carsansich” e vin brulè o giri attorno al fuoco mostrando la schiena per guarire dai dolori reumatici. Non si è fatto nulla!