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Attualità

Santanchè si dimette da ministra del Turismo

Si chiude con le dimissioni l’esperienza di Daniela Santanchè alla guida del Ministero del Turismo. Una decisione maturata nelle ultime ore, al termine di un forte pressing politico da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo giorni di tensione interna alla maggioranza.

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Scossa nel Governo dopo il referendum

Si apre una fase delicata per il Governo dopo l’esito del referendum sulla riforma della giustizia. All’indomani del voto, infatti, sono arrivate le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e della capo di Gabinetto del ministro Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi. Resta invece in bilico la posizione della ministra del Turismo Daniela Santanché, su cui sono in corso valutazioni politiche.

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Domenica e lunedì al voto per il Referendum

Domenica 22 e lunedì 23 marzo gli elettori italiani saranno chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma intitolata “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. I seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. La scheda sarà di colore verde e conterrà il quesito con cui i cittadini dovranno dire se approvano o respingono la legge di revisione costituzionale già votata dal Parlamento. Si tratta di un referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione.
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Se vince il “No”, cosa resta com’è

Se al referendum del 22 e 23 marzo prevarranno i “No”, la riforma costituzionale non entrerà in vigore. Questo significa che resterà in piedi l’assetto attuale della magistratura, senza modifiche agli articoli della Costituzione toccati dal testo sottoposto al voto. In pratica non scatterà la separazione costituzionale delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Continuerà quindi a valere l’impianto oggi esistente, nel quale la magistratura ordinaria resta unitaria sotto il profilo costituzionale, pur con funzioni differenti tra chi giudica e chi esercita l’azione penale.
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Se vince il “Sì”, cosa cambia

Se al referendum del 22 e 23 marzo prevarranno i “Sì”, la riforma costituzionale entrerà in vigore e cambierà l’assetto della magistratura italiana. Il punto centrale è la separazione delle carriere: giudici e pubblici ministeri faranno parte di due percorsi distinti, riconosciuti direttamente nella Costituzione come magistratura giudicante e magistratura requirente. In concreto nasceranno due Consigli superiori della magistratura, non più un solo Csm. Uno si occuperà dei giudici, l’altro dei pubblici ministeri.
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17 marzo, una storia che continua

Oggi, 17 marzo, l’Italia celebra la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, un momento che invita tutti a fermarsi e riflettere su ciò che ci unisce come Paese. Non è solo una ricorrenza storica, ma un’occasione per rinnovare il senso di appartenenza e guardare al futuro con consapevolezza.

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Scomparsa Annalisa Albertini: appello per ritrovarla

Sono ore di apprensione per la scomparsa di Annalisa Albertini, 60 anni, di cui non si hanno più notizie. La donna si sarebbe allontanata nelle ultime ore e familiari e conoscenti hanno diffuso un appello affinché chiunque possa averla vista segnali immediatamente la sua presenza.

Secondo le informazioni diffuse, Annalisa ha 60 anni, è alta circa 170 centimetri, con corporatura robusta (circa 90 kg). Ha capelli grigi, corti, occhi marroni con sfumature verdi e pelle chiara con lentiggini.

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Giustizia, confronto pubblico sul referendum

Un momento di confronto pubblico su uno dei temi più discussi del panorama politico e istituzionale italiano. Venerdì 20 marzo, alle ore 21, la sala consiliare di via Marietti a Bareggio ospiterà un dibattito dedicato al referendum sulla giustizia, con l’obiettivo di offrire alla cittadinanza un’occasione di approfondimento e dialogo.

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Epstein Files, nuovi documenti riaccendono il dibattito su Trump

Nuovi documenti collegati al caso di Jeffrey Epstein stanno riportando al centro dell’attenzione pubblica negli Stati Uniti una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi anni. Nelle carte diffuse dal Dipartimento di Giustizia compaiono infatti anche accuse di aggressione sessuale rivolte al presidente Donald Trump da parte di una donna che avrebbe raccontato i fatti agli investigatori federali.