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Attualità

L'emergenza dell'amore?

Non si dica più che i 'nostri' governanti non hanno un cuore! Vabbé, permetteteci almeno una battuta, o meglio, volendo riprendere quella vecchia frase: "Ridiamo per non piangere", anche se, sinceramente, da sorridere c'è ben poco. Perché mentre l'Italia intera, ormai da oltre due mesi, è impegnata nella complessa e lunga battaglia contro il Coronavirus e, adesso, anche con la 'Fase 2' (la ripartenza dopo il periodo di lockdown, per intenderci), beh...
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L'insolita capitale

"Roma Caput Mundi". Ma mai, come in questi ultimi mesi, quel mondo, appunto, che ogni giorno eravamo abituati a vedere nelle vie, nelle piazze e nei luoghi simbolo e caratteristici della città ha dovuto rimanere fuori. Tutto o quasi fermo, immobile, in silenzio... là in una capitale che, come il resto dell'Italia intera, si è trovata a doversi confrontare con la lunga e complessa battaglia contro il Coronavirus.
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'Fase 2': ora tocca a noi

Ci siamo, a quasi due mesi (l'inizio ufficiale della zona arancio/rossa da noi era l'8 marzo), si prova a ricominciare. Una piccola/grande ripartenza, resa ambigua da alcune indicazioni Governative e per i ritardi e pasticci interpretativi di Regione e Comuni. Una linea guida totale, purtroppo, non c'è. Se infatti i principi di ripartenza generali valgono per tutti, ogni Regione li ha 'sfumati' a suo modo, con applicazioni pratiche nei singoli paesi ancora più macchinose.
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Le morti in camici bianchi

Li abbiamo visti e li stiamo continuando a vedere là, in prima linea. Mascherine, guanti, tute e tutti i dispositivi di protezione possibili; sui volti e negli occhi i segni della fatica per una battaglia tanto complessa quanto lunga, nella testa e nel cuore, invece, un mix di concentrazione, emozioni, dolore e, spesso, anche paura di fronte ad un nemico invisibile e subdolo. Gli uni affianco agli altri, in un reparto di ospedale, in un ambulatorio oppure direttamente a casa di questo e quel paziente.
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COVID-19 infortunio sul lavoro

COVID-19 sul posto di lavoro: non sarà considerato malattia, ma infortunio. A precisarlo è il presidente dell'Inail, Franco Bettoni. "Le malattie virali come, appunto, il COVID-19 sono una causa violenta di malattia e pertanto sono riconosciute come infortunio. Se una persona ha contratto il virus sul lavoro e poi è deceduta sarà considerata a tutti gli effetti una vittima sul lavoro".
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Un ponte di speranza

La mente che, inevitabilmente, torna a quel maledetto e terribile 14 agosto del 2018. Il ponte che, all'improvviso, crolla, portandosi via, per sempre, 43 persone. Ma anche il ponte che, oggi, a due anni di distanza, è di nuovo là, proprio in uno dei periodi più difficili e bui che tutto il nostro Paese sta vivendo (l'emergenza Coronavirus).
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Vittuone: sindaco verso le dimissioni

Il surreale contesto di criticità sanitaria legata al Covid-19 non ha fermato la politica locale e la dimostrazione è che nel comune di Vittuone si è ormai aperta una crisi irreversibile della giunta di maggioranza. La vicenda parte da più lontano, ma si è consumata proprio in concomitanza con l’esplosione del coronavirus. Da tempo la maggioranza zoppicava e aveva perso coesione, dovendo sostituire diversi consiglieri e vedendo fuggire verso il gruppo misto alcuni dei suoi membri.
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L'Italia dei 'congiunti'

Volendo riprendere quel modo di dire "Ridiamo per non piangere", anche se, ovviamente, qui di lacrime ce ne sarebbero, eccome, da versare! Perché, mentre da una parte l'Italia sta ancora affrontando la difficile e delicata situazione sanitaria (il COVID-19, qualora non ce ne fossimo accorti, non è mica sparito) e, in parallelo, dall'altra c'è anche l'emergenza del lavoro, beh... il primo pensiero di queste ultime ore è stato capire che cosa volesse dire 'congiunti'. Già, proprio quella parola pronunciata dal Premier Giuseppe Conte, è stata al centro delle attenzioni.
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Lombardia: decessi aumentati del 147,2%

È ormai opinione diffusa, anche nella comunità scientifica, che i bollettini giornalieri presentati dalla Protezione Civile restituiscano una fotografia molto sottostimata della reale entità della pandemia all’interno del nostro Paese, soprattutto con riferimento al numero dei contagi e a quello dei decessi direttamente o indirettamente imputabili al Coronavirus.
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Gli universitari... online

Tra le tante cose, quest’anno il Coronavirus ci ha scippato persino il carnevale. Scontenti di questa cosa, abbiamo tentato di ricrearne almeno un poco lo spirito, e, in puro stile carnevalesco, abbiamo ribaltato i ruoli di professori ed alunni, chiedendo a questi ultimi di dare una valutazione alla didattica a distanza.