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Salute

Lombardia: la proposta al governo per nuove restrizioni

Si rinnova la richiesta al Governo per la chiusura totale, fatti salvi i servizi di base (alimentari e farmacie), in Lombardia. Risulta infatti evidente, al terzo giorno dal decreto, che la cittadinanza non ha ancora compreso appieno il rischio...
Il sistema sanitario lombardo rischia ogni giorno il collasso e non possiamo permetterlo.
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Vuoi aiutare gli altri?

In questo momento emergenziale sono certamente le più esposte. Le persone anziane o affette da particolari patologie abbisognano quindi di chi provveda a loro, specie se non hanno a disposizione parenti che lo possano fare. A chi voglia rendersi disponibile per effettuare consegne a domicilio di generi di prima necessità, dai farmaci agli alimentari, l'amministrazione comunale di Nerviano del sindaco Massimo Cozzi lancia un accorato appello. chi può e ha disponibilità, si faccia avanti. Chi volesse aderire dovrà inviare i proprii estremi all'indirizzo info@comune.nerviano.mi.it.
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"Meglio annoiato che intubato"

Le indicazioni ci sono e precise: tra esse spicca il muoversi da casa solo se strettamente indispensabile. Perché con il Covid19, le drammatiche cronache di questi giorni in particolare in Lombardia lo certificano in modo lacerante, non ci si può proprio scherzare. Ma, dove i messaggi istituzionali rischiano di essere presi sottogamba, se ne impongono alcuni più forti e dirompenti che fanno capire a quali conseguenze si possa arrivare nel caso si tratti il coronavirus con imperdonabile leggerezza.
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Milano, Ospedale come a Wuhan?

Si spera che l'emergenza possa almeno rallentare e in tempi brevi, soprattutto se le misure restrittive divenissero ancora più pressanti. Ma bisogna, necessariamente, prepararsi al peggio. Anche e soprattutto se le cose dovessero andare per le lunghe... Ecco allora che l’idea è quella di aprire a Milano (al Portello ci sono verifiche in corso su due padiglioni) un ospedale lampo, modello cinese, con 500 letti di terapia intensiva.
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"Abbiamo chiuso per rispetto"

Niente nigiri, gunkan, hosomaki,... tutto fermo da subito. Sì, perchè tutti i ristoranti sushi della zona, così come i negozi cinesi (sartorie o vendita di merce di ogni genere) hanno chiuso immediatamente. Esattamente da lunedì 24 febbraio, tre giorni dopo la notizia dei primi casi di Coronavirus in Italia, nella zona del lodigiano di Codogno.
Ma perchè? E perchè hanno chiusi tutti insieme contemporaneamente, mentre le varie restrizioni governative hanno permesso e permettevano ai ristoratori di tenere aperto rispettando distanze e orari?
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Crescono ancora i contagi

Un’altra giornata impegnativa per il nostro Paese, e, in particolare, per la Lombardia ed il nostro sistema sanitario. Ma, la conferenza stampa di aggiornamento di martedì 10 marzo da Palazzo Lombardia (per la prima volta fisicamente riuniti insieme il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il vicepresidente Fabrizio Sala, l'assessore al Welfare Giulio Gallera, alla Protezione Civile Pietro Foroni, e al Bilancio Davide Caparini
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Coronavirus: psicologi per assistenza

“Con il decreto legge del 9 marzo 2020 n.14, il governo ha dato il via libera all’assunzione di professionisti sanitari per l’emergenza, facendo esplicito riferimento anche alla professione dello psicologo. Questo sottolinea la centralità della nostra professione in una difficile fase che coinvolge tutto il Paese. Il lavoro degli psicologi sarà diretto all’utenza ma sarà utile anche contro stress e burnout degli altri operatori sanitari impegnati in prima linea.
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Chiudere tutto, per ripartire presto

"È il tempo della fermezza - commenta il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana - Ho incontrato (nella mattina di martedì 10 marzo, in videoconferenza, ndr) i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso (tranne i servizi essenziali) per ripartire il prima possibile.
Le mezze misure, l'abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza".

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Federfarma: farmaci a domicilio

Non puoi recarti in farmacia... perché non puoi delegare altri soggetti, per disabilità o gravi malattie? Il servizio consiste nella consegna gratuita dei farmaci a domicilio per casi non urgenti (riservato esclusivamente alle persone che sono impossibilitate a recarsi in farmacia, per disabilità o gravi malattie, e non possono delegare altri soggetti).
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"Vi invito a stare a casa"

Un periodo di grande emergenza, ma che ci vedrà uscirne presto se davvero tutti sapranno seguire le indicazioni governative e sanitarie.
Il sindaco di Bernate Ticino, Mariapia Colombo, ha così voluto mandare un messaggio forte e chiaro:"Cari cittadini, in questo particolare momento che ci vede coinvolti a tutela della nostra salute è necessaria la collaborazione, la responsabilità e il buon senso di tutti per contenere il diffondersi del Covid-19.
Vi invito a rimanere a casa o ad uscire il meno possibile e solo per estrema necessità, evitando assembramenti e contatti ravvicinati.