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Durant domina, i Thunder passano

Il primo match di preparazione alla serie di playoff tra Oklahoma City Thunder e Denver Nuggets finisce con la vittoria dei primi per 101-94. Le due squadre, che al momento si trovano rispettivamente al quarto e quinto posto ad Ovest, hanno la concreta possibilità di incontrarsi al primo turno dei playoff che scattano tra due settimane. E nel corso della partita hanno già iniziato a mandarsi messaggi, per una serie che preannuncia spettacolo e intensità.

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Udinese 'quarta forza'

Una vittoria da grande squadra. Senza i fuochi d'artificio delle partite in trasferta, l'Udinese supera con un comodo 2-0 il Catania di Simeone, sempre più inguaiato nelle zone basse della classifica. Un gol per tempo, di Inler nel primo e di Di Natale su rigore nel secondo, hanno permesso agli uomini di Guidolin di consolidarsi al quarto posto della classifica, a soli sei punti dal Milan capolista che passerà dal Friuli all'ultima giornata: vuoi vedere che c'è un'altra pretendente per lo scudetto?

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Il Bari rimanda la fuga del Milan

In una Domenica in cui tutto sembrava apparecchiato per un assaggio di Scudetto, il Milan perde una clamorosa opportunità per andare a +7 sull'Inter pareggiando per 1-1 contro il Bari, ultimo in classifica. Nel matinée della 29^ giornata di Serie A a decidere sono le reti di Rudolf nel primo tempo e di Cassano nel secondo, ma è complessivamente la prova del Milan ad essere molto deludente.
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James + Wade: e Miami c'è!

Statement game, la partita che lancia un messaggio. Nel lessico dello sport americano quello di statement game è un concetto molto ricorrente quando bisogna parlare di certe partite di Regular Season, e la vittoria dei Miami Heat sui Los Angeles Lakers rientra esattamente in questa categoria. Forse anche qualcosa di più, perchè le sei sconfitte in otto partite (con tanto di pianti in spogliatoio, sui quali l'intero mondo NBA si è sentito in diritto di dire la sua) sono state una crisi importante nella difficile stagione degli Heat.
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Ibrahim Ba, storia di un simpatico 'bidone'

Dei 25 anni di presidenza Berlusconi al Milan ci sono tante vittorie da raccontare, ma anche annate buie. In particolare, il biennio 1996/1998, quello a cavallo tra gli scudetti di Capello e Zaccheroni, è un periodo della storia rossonera di cui nessuno sente la mancanza. Due anni di supplizio, chiusi con un 11° ed un 10° posto, che hanno visto succedersi una sfilza di clamorosi 'bidoni', non ce ne vogliano i diretti interessati (i 'nuovi tre tulipani' Reiziger, Bogarde e Kluivert, Andrè Cruz, Steinar Nielsen, Jesper Blonqvist, Cristophe Dugarry, Andreas Andersson e Giampiero Maini).
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Milan fuori con frustrazione

Per vincere una Champions League ci sono tanti fattori, ma tre in particolare sono più determinanti di altri: valori tecnici, forza mentale e fortuna. Al Milan che esce dalla competizione più prestigiosa d'Europa sono mancati tutti e tre, nel doppio confronto con un Tottenham di certo non irresistibile. Nello 0-0 di White Hart Lane che condanna all'eliminazione la squadra di Allegri la parola d'ordine è frustrazione, per le occasioni mancate e per la sensazione che nel doppio confronto si sarebbe potuto fare molto di più.
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San Antonio massacra Miami

Il massacro del 4 Marzo. Nella storia della stagione dei Miami Heat, la partita contro i San Antonio Spurs verrà ricordata come il punto più basso per James, Wade e Bosh: il punteggio finale è 125-95, trenta pesantissimi punti di differenza ed la sensazione che per gli Heat non sia davvero l'anno giusto per il titolo. Ovvio che la sconfitta della sera precedente contro Orlando (dopo essere stati avanti di 24 punti hanno perso 99-96) ha lasciato segni profondi sugli Heat, ma l'approccio del primo quarto è assolutamente imbarazzante.

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Il Milan stritola il Napoli

Il primo match scudetto del girone di ritorno si conclude in maniera perentoria: il Milan batte il Napoli per 3-0. Un risultato schiacciante che testimonia il dominio dei rossoneri praticamente per tutta la partita, concretizzato però solo nel secondo tempo con le reti di Ibrahimovic su rigore, di Boateng e di Pato. Con questa vittoria la squadra di Allegri torna a +5 sulla nuova seconda in classifica, l'Inter, e manda a -6 un Napoli mai entrato in campo.
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Rose e Deng battono Wade e Lebron

La sfida tra seconda e terza squadra della Eastern Conference si conclude con la vittoria dei Chicago Bulls per 93-89 sui Miami Heat. Partita vibrante e giocata con grande intensità, con i Bulls che hanno un'altra faccia rispetto a quelli visti solo la sera prima nella sconfitta con i Toronto Raptors. Per i Miami Heat è la solita partita di grande difesa e tantissimi problemi in attacco, dove non riescono proprio a giocare di squadra e devono fare i conti con una prestazione ridicola di Chris Bosh, che si macchia di un 1/18 al tiro difficilmente commentabile.

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Dario Hubner, il 'bisonte di Muggia'

Più che un giocatore dimenticato, Dario Hubner è un giocatore indimenticabile. E non solo per le quattordici casacche che ha cambiato nella sua incredibile carriera, ma per tutti quei gol (229 tra i professionisti) e l'andamento caratteristico di un attaccante diventato di culto prima ancora di smettere con il calcio giocato. Sì, perchè per il grande calcio e per gli appassionati il 'bisonte di Muggia' fa già parte di un'epoca arcaica della serie A, entrato di diritto in quelle conversazioni da 'Ma ti ricordi di...'. Ancora adesso, a quarantatre anni suonati, è in attività.