Con l’avvio del Ramadan, che coinvolge oltre 1,8 miliardi di fedeli nel mondo, anche in Italia migliaia di pazienti affetti da patologie croniche si confrontano con il tema del digiuno dall’alba al tramonto.
Come conciliare il rispetto della tradizione con la sicurezza clinica, soprattutto in presenza di diabete, malattie cardiovascolari, insufficienza renale, disturbi metabolici o terapie continuative?