Cambiare commissario tecnico non basta. Per riportare l’Italia ai vertici del calcio internazionale e costruire una Nazionale capace di tornare protagonista anche ai Mondiali, occorre intervenire più in profondità, ripensando soprattutto il modo in cui vengono formati e valorizzati i giovani calciatori.
A sostenerlo è il procuratore sportivo Alessio Sundas, che interviene nel dibattito sul futuro del movimento calcistico italiano proponendo un vero e proprio cambio di paradigma, fondato sull’utilizzo delle nuove tecnologie e sull’analisi scientifica delle prestazioni individuali.