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Mangia saluta l'Under 21

L'addio ufficiale oggi, ma forse già qualcosa era nell'aria fin dai minuti appena successivi all'ultimo campionato Europeo che l'hanno visto protagonista. Devis Mangia saluta l'Under 21 vice campione d'Europa e adesso al suo posto è pronto a subentrargli Luigi Di Biagio (l'ex centrocampista di Roma e Inter, già nello staff tecnico federale come allenatore dell'Under 20).
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Terzi di... rigore

"Chi di rigore perisce... di rigore, poi, ferisce". E', in fondo, la storia dell'Italia di Cesare Prandelli che, dopo la sconfitta proprio dagli unidici metri rimediata contro la Spagna, sempre dagli undici metri si rifà. Stavolta con l'Uruguay, al termine di una gara che non ha fatto certamente mancare le emozioni. Terzi, alla fine: la Confederations Cup 'Azzurra' ci regala il gradino più basso del podio, ma contemporaneamente la convinzione di essere cresciuti e magari il prossimo anno, sempre in Brasile, di poter essere protagonista.
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La forza di Stefano

La “stronza” se l’è portato via a poche ore dalla semifinale di Confederations Cup tra Italia e Spagna. Una di quelle gare che certamente Stefano non si sarebbe perso per niente al mondo, ma il destino ha voluto che la guardasse da lassù, dal cielo. Non ha mai smesso di lottare, il coraggio è sempre stata una delle sue principali caratteristiche, anche quando i medici gli hanno diagnostico quella malattia (la Sla) che difficilmente ti lascia scampo.
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Italia... che peccato!

Il palo di Giaccherini ci ha fatto capire che forse non sarebbe andata come ce l'eravamo immaginata. Poi i rigori, dove conta sì la bravura, ma soprattutto la fortuna. Ancora la Spagna, ancora dagli undici metri (come nel 2008 agli Europei) e ancora una sconfitta (come l'anno scorso, sempre agli Europei ed ai tempi regolamentari). Stavolta, però, è stato tutto diverso: l'Italia ha lottato, ci ha creduto, ha quasi messo alle corde le 'furie rosse' ed è andata molto vicino al successo.
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Azzurri secondi: in semifinale

Cade, si rialza, arranca, tiene testa, cade di nuovo e, poi, giù ancora fino ad un ultimo moto di orgoglio. L'Italia contro il Brasile è una squadra dal doppio volto: stanca e confusa, a tratti, organizzata e pronta a ribattere "colpo su colpo", in altri. Che Neymar e compagni fossero superiori, in fondo, lo sapevamo benissimo anche prima che iniziasse la gara, ma alla fine, comunque, usciamo a testa alta.
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L'Italia passa, ma quanta paura

'San Giovinco' pensaci tu... e lui, Sebastian, ci pensa, eccome. Se oggi il '2 su 2' nella Confederations Cup (2 vittorie dopo altrettante partite) è riuscito, beh il merito è proprio dell'attaccante juventino. Grazie alla sua rete, infatti, l'Italia di Cesare Prandelli batte il Giappone (di un altro ex del nostro calcio, Zaccheroni) e si aggiudica così il passaggio al prossimo turno della manifestazione in Brasile. Proprio il Brasile, poche ore prima, aveva sconfitto il Messico
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Il sogno si spegne in finale

La partita è bella e vibrante, con gli spagnoli che, sin da subito, impongono il loro maggior tasso tecnico sugli azzurri, impostando la manovra in stile Barcellona, con un estenuante possesso palla, a cercare la verticalizzazione e il cambio di gioco vincente, a sfruttare l’abilità dei talentuosi esterni e i puntuali inserimenti senza palla dei centrocampisti.
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L'Italia: è 'buona la prima'

Le centesima 'azzurra' di Pirlo coincide con la punizione che al 27esimo scavalca la barriera e si infila nell'angolino alto alla destra del portiere. In mezzo, poi, altre giocate da fuoriclasse, ma anche l'errore di Barzagli che regala agli avversari il calcio di rigore del momentaneo pareggio, fino alla rete
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Confederations Cup... prove di 'Mondiale'

Italia, Spagna, Brasile, Messico, Giappone, Tahiti, Nigeria e Uruguay, non sarà il Mondiale, ma come antipasto, beh… possiamo comunque ritenerci più che soddisfatti. Un anno prima della competizione “principe” per le nazionali, non poteva mancare l’ormai tradizionale appuntamento
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Wembley - Olimpico: che finali!

Finale che va, un altra che... arriva. Dopo Borussia Dortmund - Bayern Monaco di ieri sera, con i bavaresi che sono tornati sul tetto d'Europa, ecco che oggi tocca ad una'altra sfida dal sapore particolare. Roma - Lazio sono pronte a giocarsi un'intera stagione in un'unica gara. 90 minuti, o magari anche i tempi supplementari e, poi, i calci di rigore, che decideranno la nuova vincitrice della coppa Italia, ma anche e soprattutto una supremazia territoriale che almeno fino agli inizio del prossimo campionato i tifosi potranno continuare a ribadire.