Salta al contenuto principale

Sole, sorrisi, sudore... le tre ‘s’ che caratterizzano l’estate per migliaia di bambini nei nostri paesi

I sorrisi, gli abbracci, il caldo e il sudore tornano puntuali, come ogni anno, nella mia estate. L’oratorio è sempre stato per me un punto fisso, un modo per passare le mie giornate libere dal pensiero della scuola, senza sprecarle guardando la televisione o stando a casa isolata. I primi ricordi che la parola grest mi riporta alla mente sono legati ai giochi, amati ma allo stesso tempo odiati, a causa dell’ostinazione degli animatori che ci obbligavano a farne parte, portando inevitabilmente noi bambini a porci la domanda sul perché lo facessero, senza che trovassimo mai una risposta. Invece, la cosa che più mi ricordo dei laboratori era la loro creatività e unicità, un esempio è il laboratorio in cui, con particolari gel colorati, si dipingevano dei vetri, di cui ho ancora il lavoretto a casa. Un’altra costante erano gli animatori, delle figure così grandi e lontane, ma che poi crescendo si sono scoperte così vicine. Col passare degli anni la voglia di andare all’oratorio estivo pian piano diminuiva, fin quando non ho deciso di diventare animatrice anche io. All’inizio era tutto nuovo, come se l’oratorio vissuto fino a qual momento fosse stato un altro e a questo ha contribuito anche il trasferimento del grest dalla sede in via Cavour all’oratorio nuovo, in via Cicogna. Una delle cose che mi avevano colpito maggiormente sono stati gli incontri di preparazione,che credevo si basassero solo sull’organizzazione pratica, e invece trattavano anche della figura dell’animatore e di come esso si debba comportare con i bambini e i ragazzi. È grazie a questi incontri che ho capito che l’animatore è un punto di riferimento e per questo deve essere solare, sorridente, presente, non solo nelle mura dell’oratorio ma anche all’esterno. Ma alcune cose si possono apprendere solo sul campo, come il fatto che è obbligatorio per l’animatore sudare e scottarsi la faccia sotto il sole. Del mio primo giorno di oratorio da animatrice mi ricordo in particolare le interminabili ore passate a pulire il pavimento dalle innumerevoli perline che durante il laboratorio di braccialetti si erano riversate a terra, e credo che da quel momento il mio percorso non poteva essere che in discesa. Questi 4 anni sono volati, con altrettanti oratori estivi, e la bellissima esperienza vissuta mi motiva a non abbandonare l’oratorio dopo la maturità, ma di continuare a frequentarlo offrendo quando serve il mio aiuto.