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Nuova maturità: voce alle nostre scuole

La nuova maturità è al vaglio delle commissioni parlamentari...siamo stati nelle nostre scuole, per capire cosa ne pensano
La riforma della scuola, voluta dal governo Renzi durante il suo esecutivo e frutto di legge delega del parlamento ha raggiunto, proprio in questi giorni, il termine massimo di 18 mesi entro i quali doveva essere steso il testo della legge, per poi passarlo all’esame delle commissioni. I punti salienti di questa riforma, che più fanno discutere, riguardano la nuova possibile maturità, che, nel caso di avallo delle commissioni senza alcuna modifica, si concretizzerà a partire dal 2018. In sostanza si prevede che gli studenti nati dal ’99 in poi affrontino un esame di stato quasi rivoluzionato rispetto ai loro precedenti: addio alla temutissima terza prova, a vantaggio di prove invalsi, la cui incidenza sul voto finale è ancora da valutare, ma pare sarà inesistente, e addio cara vecchia tesina. Per essere ammessi basterà, inoltre, la media generale del sei e non più la sufficienza in ogni materia. Se sia questa una riforma positiva o meno non sta a noi dirlo, ma ai diretti interessati, perciò abbiamo chiesto il parere di alcune scuole della zona, per capire se e quanto piacciono le modifiche, che potrebbero essere apportate al vecchio ordinamento. Per l'istituto “Torno” di Castano parla Piero Garavaglia, vicepreside della scuola, che si mostra molto cauto nei confronti di una riforma, che ancora deve essere sottoposta al parere delle commissioni parlamentari, tuttavia esprime soddisfazione per il fatto che possa essere dato più peso al lavoro svolto dai ragazzi nell’arco dei 5 anni di studio e meno all’esame in se. Infatti, la nuova maturità prevede che ad influire sul voto in modo importante sia, inoltre, l’esperienza accumulata dai ragazzi nell’ambito di scambi “scuola-lavoro”. Di altro parere, per esempio, la professoressa Di Leo dell’istituto “Marcora” di Inveruno, la quale valuta abbastanza negativamente la riforma, in quanto ritiene che non si possa pensare di ammettere all’esame di stato studenti, che magari hanno evidenti carenze nelle materie più importanti, compensate, però, da una media generale sufficiente. Infine dalle parti del liceo di Arconate, la professoressa Repossini promuove nel suo complesso una riforma che, a suo dire, garantirebbe una maggiore trasparenza di valutazione e una maggiore rilevanza al curriculum degli studenti. "Bene, inoltre, l'ipotesi di privilegiare il saggio breve nella prima prova, per aiutare gli studenti a ragionare". Emergono,quindi, come si può notare, pareri contrastanti, tiepidamente tendenti al positivo, che rimandano, però, ad un giudizio più completo, dopo l'ufficialità dei provvedimenti. Verificheremo.