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Tempo libero

L’infinita stupidità della censura

Nel 2018 ricorrerà il centenario della scomparsa del pittore austriaco Egon Schiele e i musei di Vienna si preparano all’evento con diverse esposizioni sponsorizzate in tutta Europa. Circa un mese fa, alcuni manifesti, che riproducono due nudi di Schiele, sono però stati censurati dalla compagnia di trasporti che gestisce la metropolitana di Londra. L’ente del turismo viennese ha replicato con intelligente ironia: “Siamo spiacenti, hanno cento anni ma sono ancora troppo audaci”.
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"Pace senza vittoria"

Nella primavera del 1917, dopo tre anni di guerra, gli imperi dell’Europa centrale sono quasi al collasso. In Germania si registrano una serie di scioperi e i marinai della flotta tedesca sul Baltico si ammutinano. Nell’impero austro - ungarico la situazione è ancora più complicata, perché vi è la consapevolezza che l’andamento faticoso del conflitto rafforza l’irredentismo, sedato a fatica, di buona parte dei popoli che compongono l’impero. Nell’estate del ’17 serbi, croati e sloveni si accordano per costituire uno Stato unitario degli slavi del Sud.
Attualità

Chi la spara più grossa...

Siamo in campagna elettorale ed è chiaro a tutti; ciò che lascia perplessi è la capacità, più unica che rara, che hanno molti politici nostrani di alzare ogni volta l’asticella del ridicolo. È impossibile descrivere cosa accade nel campo del centrosinistra senza entrare nell’esoterico, terreno scivoloso senza l’adeguato supporto di un mazzo di tarocchi e di un profilo astrologico dettagliato: nulla di nuovo sotto il sole, dunque.
Attualità

Il Libano è sempre vittima di bullismo?

Il 4 novembre, Saad Hariri ha rassegnato le dimissioni da Primo Ministro del Libano. Il modus operandi è stato singolare perché, invece di comunicare la decisione direttamente al Presidente della Repubblica Michel Aoun, il premier dimissionario ha registrato un video a Riyadh, esprimendo timori sulla sua incolumità personale messa a rischio, a suo dire, dall’Iran e da Hezbollah. Il gesto cristallizza da un lato l’attivismo crescente dell’Arabia Saudita, dall’altro la differenza, dovuta anche al mutato contesto regionale, tra Saad e suo padre Rafiq.
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Il Leviatano potrebbe tornare?

In questi anni, sono state numerose le leggi speciali varate per prevenire eventuali attacchi terroristici. Promulgate queste norme, la domanda che una parte dell’opinione pubblica si pone è la seguente: “Quanto siamo disposti a perdere della nostra libertà individuale per sentirci più sicuri?” La questione sembra contemporanea, ma non lo è e si presenta, quasi ciclicamente, in quei periodi storici caratterizzati da grandi cambiamenti politici e sociali.
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Diplomazia in uno Stato che non c'è

Il 28 settembre, il commissario europeo ai Diritti Umani Muiznieks ha inviato una lettera al Ministro degli Interni italiano, Marco Minniti, esprimendo diverse remore riguardo all’accordo stipulato tra l’Italia e il governo di Tripoli lo scorso 2 febbraio, soprattutto perché non è garantito a sufficienza il rispetto delle norme presenti nella Convenzione dei diritti umani. L’intesa prevede, in sintesi, un “supporto tecnico” alla guardia costiera libica, con la clausola di migliorare le condizioni dei centri di accoglienza libici, condizione mai rispettata.