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'Movibus': agitazioni... in corso

Gli autisti di ‘Movibus’ sono in fermento: nelle scorse settimane è iniziato l’iter di conciliazione fra sindacati e datori di lavoro, denominato procedura di raffreddamento, per tentare di raggiungere un accordo senza dover ricorrere allo sciopero. Uno dei temi centrali in questa agitazione è quella della ricollocazione degli autisti giudicati non idonei al proseguimento dell’attività di conducente. In merito alla questione, abbiamo parlato con Emilio Savino, coordinatore regionale del settore dei trasporti per Filt-Cigl: “Il problema non è nuovo, anzi è piuttosto frequente nelle autolinee di medie dimensioni come ‘Movibus’, che si limitano ad avere un’attività di trasporto, a fronte di una gamma più varia di lavori che sta dietro a una grande azienda, come, per esempio, è ATM. In pratica, un conducente che si trova temporaneamente o definitivamente a non poter più eseguire il suo lavoro, è difficilmente ricollocabile in un’azienda del genere. Il paracadute salariale di aiuto scatta, infatti, solo in caso di ricollocamento ad altra mansione. Se si verifica un caso del genere, di solito i sindacati si occupano di trovare un nuovo impiego all’ex autista all’interno dell’azienda, per esempio come controllore dei biglietti. Ma, se l’azienda si rifiuta di farlo, di fatto il lavoratore viene licenziato. C’è da dire, tuttavia, che ad oggi non si sono verificati casi del genere, ma è una questione che preoccupa soprattutto gli ex dipendenti ATM passati a ‘Movibus’, che non si sono mai dovuti porre il problema prima”. C’è, però, di più: gli autisti si lamentano degli straordinari troppo consistenti e dello stato dei mezzi che hanno a disposizione. “La problematica dello stato dei mezzi deriva dal fatto che ATM, nel 2008, volendosi ritirare prevalentemente nell’area urbana di Milano, ha provveduto ad immatricolare là i nuovi mezzi acquistati, lasciando a ‘Movibus’ un parco vetture in stato disastroso – continua Savino – La soluzione sarebbe un investimento da parte dell’azienda, ma c’è da dire che il nuovo meccanismo di gare di appalto del servizio ha portato le società ad avere una situazione finanziaria limitante: una volta erano gli enti statali e territoriali ad intervenire a sanare i deficit delle aziende. Ora si deve attendere che questi enti concedano delle sovvenzioni. Di fatto, è questa situazione economica che crea anche il problema del ricollocamento: bisognerebbe affidare alle aziende di trasporto anche servizi collaterali, per esempio quelli di parcheggio, che creino mansioni diversificate al suo interno”. Niente allarmismi inutili, quindi, ma di sicuro sono problemi seri quelli che i conducenti si trovano ad affrontare.