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Lotta anti-evasione a Magenta

Il servizio inaugurato dall'attuale Amministrazione Comunale, che ha già portato in questi anni a buoni risultati, si evolve: via alle lettere di autodenuncia e sanatoria per ICI e IMU.
“Ringrazio i concittadini per la collaborazione – dichiara il Vice Sindaco e Assessore alle Risorse finanziarie Paolo Razzano – perché sono certo che risponderanno con attenzione e serenità alle richieste di chiarimenti che proverranno dagli uffici comunali. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale resta quello, anche grazie all’aiuto dell’ufficio anti-evasione, di recuperare la giusta dimensione dei tributi locali, in modo da assicurare che tutti versino e che tutti paghino meno”. È l’appello del Vice Sindaco di Magenta alla cooperazione da parte dei cittadini per proseguire in maniera fruttuosa e costruttiva per tutta la cittadinanza le attività anti-evasione, messe in campo con risultati notevoli dall’Amministrazione Comunale. Sono quindi da poco partite le missive indirizzate ad alcuni cittadini magentini, che saranno invitati a fornire, integrare o correggere dati o notizie che siano risultati incongrui, nell’ambito di una verifica condotta sugli ultimi cinque anni, rispetto alle informazioni presenti nelle banche dati comunali per i versamenti relativi a ICI e IMU. Complessivamente saranno spediti, in tre blocchi, circa 1.200 inviti ad aggiornare le segnalazioni formulate dagli uffici comunali. Ma nonostante l’intento di queste azioni da parte dell’Amministrazione Comunale siano senz’altro condivisibili a livello di intenti, non tutto è oro quel che luccica, come spiega Silvia Minardi, attualmente a capo di ‘Progetto Magenta’, da poco scesa ufficialmente in campo come futura candidata sindaco per le elezioni amministrative 2017. “Sicuramente, ritengo che la lotta all’evasione sia oggi una priorità anche per un’amministrazione locale – ci ha detto, intervistata sull’iniziativa comunale. - Ciò che non capisco è per quale ragione si sia dovuto affidare un compito di questo tipo ad una cooperativa esterna. Non si poteva mantenere questo servizio all’interno degli uffici comunali?”