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La storia rivive

A Magenta, tre giorni di festeggiamenti per il passaggio di Arrigo VII
La storia rivive, ancora una volta, a Magenta: per festeggiare i 700 anni dal passaggio di Arrigo VII, Imperatore che elevò l’insediamento al rango di borgo, la città è tornata all’epoca medievale per una tre giorni di festeggiamenti, dal 12 al 14 novembre. Nel 1310, Enrico VII, chiamato da Dante ‘Arrigo’ nella sua ‘Divina Commedia’ (‘Paradiso’, canto XXX), sovrano del Sacro Romano Impero, scese in Italia per porre fine alle lotte tra guelfi e ghibellini. La sera del 22 dicembre giunse a Magenta, che allora era un piccolo villaggio, sprovvisto di palazzi degni di ospitare una tale personalità; tuttavia, i nobili e il popolo magentino si adoperarono per alloggiare al meglio la corte e i soldati al seguito di Arrigo: l’imperatore fu tanto soddisfatto del trattamento ricevuto che concesse a Magenta il titolo di ‘borgo’, con la conseguente possibilità di poterla fortificare, erigervi un castello e tenervi un mercato settimanale. L’emblematico episodio è riprodotto anche nell’affresco di Giacomo Campi che orna la volta del Teatro Lirico cittadino. I festeggiamenti hanno fatto salire l’intera città su una gigantesca macchina del tempo che ha riportato in vita usi e costumi dell’epoca: si è cominciato venerdì 12 novembre, con la presentazione presso Casa Gacobbe del libro ‘Magenta, il borgo di Arrigo VII’ di Felice Sgarella (edito dall’Amministrazione Comunale) e la consegna di un riconoscimento alle più antiche attività commerciali cittadine; nella giornate di sabato e domenica, inoltre, l´Amministrazione comunale, in collaborazione con l´Associazione Culturale Italia Medievale’, ha organizzato la ricostruzione di una festa e un mercato medievali (con il banco della miniatura, della scrittura, del libro, delle armi, tra gli altri), del corteo al seguito dell´Imperatore con accampamenti, di scene di vita quotidiana, manovre militari, duelli, cerimonie d´investitura e diplomatiche, grazie ad abili figuranti nei panni di soldati, mercanti, religiosi, nobili e popolani. L’intera città, da piazza Kennedy a piazza Liberazione, è stata riportata indietro nel tempo fino alla chiusura dei festeggiamenti. Un momento di grande e insolito divertimento, ma, soprattutto, un’occasione importante per rievocare una pagina di storia cittadina forse sconosciuta ai più, ma sicuramente molto suggestiva.