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La rievocazione della Battaglia di Magenta

Le celebrazioni sono già partite e continueranno fino al 18 giugno; culmine il 5 giugno con la rievocazione storica
Magenta, 4 giugno 1859: la vittoriosa battaglia cittadina apre le porte alla liberazione di Milano dagli Austriaci, nel corso della Seconda Guerra d’Indipendenza. Episodio che rende la città celebre in Italia e nel mondo, Magenta si accinge anche quest’anno a celebrare la storia con una serie di iniziative partite già lo scorso 20 maggio, con l’incontro ‘Viva Verdi: la voce di un popolo’, organizzato dall’Università del Magentino in collaborazione con Totem e la Pro Loco presso il Teatro Lirico, e che si concluderanno sabato 18 giugno con il concerto del Corpo Musicale Santa Cecilia di Pontevecchio. Un 152esimo anniversario festeggiato con l’adesione del Presidente della Repubblica, in concomitanza con i 150 anni della nostra Italia, che acquista quindi un sapore particolare: “Forse, senza la vittoria dei franco-piemontesi a Magenta, la storia d´Italia sarebbe stata diversa” ha affermato il Sindaco, Luca Del Gobbo, in occasione della presentazione della rievocazione. La manifestazione avrà il suo culmine nella 17a rievocazione storica, che si terrà alle 16.30 in zona industriale (presso la strada per Castellazzo): alla presenza dei Consoli di Francia, Austria, Ungheria e della rappresentanza del Parlamento Europeo, del Governo Italiano, della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, avrà luogo la ricostruzione di alcuni momenti della Battaglia, con la presenza di gruppi in uniforme e figuranti armati come all’epoca. Tante, però, le iniziative collaterali, tra cui l’inaugurazione del Parco dell’Unità d’Italia (nell’area ex Naj Oleari), a completamento di un sistema di verde pubblico e monumenti collegati tra loro e che richiamano la gloriosa storia della città, che si terrà giovedì 2 giugno alle 11. “I valori e principi della libertà, della amicizia, della solidarietà e della fratellanza fra popoli in nome dei quali molti hanno sacrificato la propria vita dando un apporto straordinario all’unificazione della nostra patria –afferma il Primo Cittadino- Non celebriamo l’evento bellico, ma trasmettiamo alle nuove generazioni la coscienza della dedizione totale di uomini valorosi che hanno dato la vita per il nostro popolo”.