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La Nord Corea e l’incubo nucleare: vera minaccia?

Un’analisi della difficile evoluzione dei rapporti tra il regime di Pyongyang e Stati Uniti e comunità internazionale
Antichi fantasmi tornano a manifestarsi ad Oriente. Dopo anni di provocazioni e test da parte del leader assoluto Kim Jong-un, il nuovo Presidente americano Donald Trump non sembra disponibile ad accettare che la Nord Corea posso proliferare con la sperimentazione e acquisizione di armi atomiche, che metterebbero in serio pericolo la Corea del Sud ed il Giappone. Nell’area un ruolo decisivo lo svolge sicuramente la Cina, ed in parta Russia, innescando un risiko geopolitico ed economico che, per l’ennesima volta, vede l’Unione Europea latitante e senza voce. Ma cosa davvero accadrà è difficile da dirsi, perchè anche un eventuale attacco preventivo potrebbe portare ad una escalation difficilmente limitabile. L' incubo nucleare è tornato a preoccupare la comunità internazionale. Da un lato il regime della Nord Corea, dall’altro gli Stati Uniti e la comunità internazionale. Il regime nord coreano non ha reagito bene alla decisione di Donald Trump di convogliare una squadriglia navale di attacco, inizialmente diretta in Australia, verso la penisola coreana. In molti sostengono, dunque, che la colpa di un’eventuale battaglia sia interamente da attribuire al neoeletto presidente americano. In realtà, se Trump ha sbagliato su molti aspetti, a partire dalla strategia adottata in campagna elettorale, di certo non ha fatto cosa nuova: infatti, prima di lui, già Barack Obama, amato dal popolo al punto da essere eletto per due mandati consecutivi, inviò navi da guerra vicino alle coste coreane, senza risultato. Kim Jong-un, guida suprema della Repubblica Popolare Democratica di Corea, ai più nota semplicemente come Corea del Nord, reagisce ostentando la consueta durezza, dichiarando di essere disposto a reagire “in ogni modo” alle “mosse irresponsabili dell’America”, incluso, quindi, l’uso di ordigni nucleari. Il regime di Pyongyang dovrebbe già disporne, avendoli costruiti in disaccordo con le norme internazionali, di cui persino la Cina, unico Paese che tiene accese le luci in quella che a tutti gli effetti è una dittatura, è firmataria. Addirittura, l’ultimo dei Kim, il più giovane capo di stato (sebbene la sua vera età sia sconosciuta), afferma di aver pronti missili intercontinentali capaci di trasportare ogive nucleari fino alla West Coast americana. Vero o no, è più probabile che riescano sicuramente a colpire la tanto odiata Corea del Sud o la Cina, finora rimasta l’unica ‘alleata’ nordcoreana, in cui molti disertori si rifugiano superando il fiume Yalu. Le donne che decidono di scappare si rendono ben presto conto che l’unica possibilità di sopravvivenza è accettare di essere vendute a uomini cinesi. Vogliamo credere che il governo di Pechino sia all’oscuro di tutto ciò? Io no, anzi, sarebbe un duro colpo per la leadership di Xi Jinping vedere riunite le due Coree sotto l’egemonia statunitense. L’alternativa per le nordcoreane è essere catturate dalla polizia cinese e spedite in un campo di lavoro in Corea, dove la prospettiva è essere condannate ai lavori forzati e alle violenze da parte dei soldati dei campi, sperando di non restare incinte per evitare la morte immediata. D’altra parte, solo la Cina può ricondurre alla ragione un Paese che, nel 2017, è veramente “fuori dal mondo”: fa patire la fame ai suoi cittadini (proiettando in tv immagini dove anche il Kim non ha di che sfamarsi, quando invece ha cibo in abbondanza), li tiene senza energia elettrica quando cala il buio, li obbliga ad assistere alle pubbliche esecuzioni, a passare sopra i cadaveri, a piangere in maniera oscena alla morte di Kim Il-sung e di Kim Jong-il, a rieleggere sempre uno di loro come capo supremo, a vedere sempre e soltanto i canali tv di stato e ad ascoltare solamente musica nazionale. Non solo, insegna ai bambini nelle scuole a disprezzare gli “americani bastardi”, al punto che, nei problemi di matematica, anziché sommare due mele comprate al mercato con tre mele che la mamma già possedeva, si sommano due americani bastardi morti ai tre già uccisi in precedenza. Senza contare il fatto che ci sono certe ore di lezione dedicate ad accusare gli altri, ovvero ogni alunno deve denigrare pubblicamente un compagno attribuendogli una colpa concernente la non corretta adorazione dei Kim, e questi si deve umiliare e impegnarsi per migliorare se non vuole essere spedito in un campo. Nelle case non è consentito esprimere il proprio parere, perché “anche i topi possono sentire”, e l’unica educazione che i genitori possono impartire ai figli consiste nel venerare i Kim. E questa sarebbe una ‘Repubblica Popolare Democratica’? No signori, questa è la dittatura più spietata della Terra, che annienta le persone, non insegna a pensare con la propria testa, né fa capire cosa sia la libertà, in quanto i nordcoreani non possono scegliere, nemmeno cosa studiare all’università o come far crescere i propri figli. Non sanno neanche che, in tutti gli altri Stati, alla domanda “qual è il tuo colore preferito?” si può rispondere sinceramente, senza dover nominare il colore preferito dal capo di stato. E poi sarebbe Trump il colpevole? C’è chi sostiene che la Corea del Nord non abbia le potenzialità e non conosca le tecnologie necessarie per dare vita a una guerra nucleare, data la grande arretratezza del Paese, neanche lontanamente comparabile alla situazione in cui vivevano i nostri nonni sotto il regime di Mussolini. Il 25 aprile era la festa per gli 85 anni dell’esercito di Pyongyang. Personalmente, mi piace pensare che proprio oggi, anniversario della liberazione italiana, sia la svolta che abbia come obiettivo la caduta della dittatura dei Kim e che porti tutti i civili nordcoreani a capire cosa significhi una parola bellissima, ‘libertà’ e a cominciare a viverla.