La Lega Nord e le prossime elezioni turbighesi
Il tempo che separa Turbigo dalle prossime elezioni amministrative si sta riducendo e i gruppi politici locali stanno iniziando a farsi sentire e ad organizzarsi per affrontare questo avvenimento importante per la crescita del paese e per la sua amministrazione. Abbiamo deciso di partire dalla Lega Nord intervistando il suo referente turbighese, Alberto Garavaglia. Alberto, è tempo di elezioni e in Nord Italia assistiamo da qualche tempo ad una divisione fra PdL e Lega anche a livello locale; se pensiamo a Vigevano, ad esempio, i due partiti si sono presentati divisi e, al ballottaggio, ha vinto la Lega. Cos’hai da dire in proposito? “Si, questa tendenza è generalizzata – esordisce Alberto Garavaglia – forse perché da parte nostra percepiamo una sorta di crisi di identità del PdL..”, in che senso? “Mi viene da dire, chi è il PdL? Io non lo so più, non riesco a capire quale sia l’identità di questo partito che personalmente trovo molto confuso”. Credi che questa confusione e questa tendenza alla divisione possa riguardare anche il polo di Turbigo? “Questo non lo so ancora perché non è ancora stata fatta nessuna scelta definitiva. Certo è che se per qualche motivo dovesse verificarsi anche qui da noi la separazione dal PdL, la nostra sezione sarà in grado di camminare da sola con una propria candidatura”. Quindi se domani dovessimo andare al voto, la Lega di Turbigo sarebbe già pronta? “Certo. Se succedesse domani noi saremmo già pronti ad affrontare da soli questa sfida”. Forse è un po’ presto per dirlo, ma voi avete già un candidato? “Non c’è ancora nulla di definitivo, come dicevo, pertanto non posso rivelare ancora nulla. Posso solo dire che durante le nostre riunioni in sede stiamo studiando da tempo diverse candidature. Non siamo impreparati, anzi..”. Arriviamo ora alla domanda tipica che viene fatta in queste circostanze: secondo te cosa è andato e cosa no durante questi 10 anni di Giunta Mira Bonomi? “Dunque – riflette Garavaglia – non si tratta di fare un elenco di interventi svolti bene o realizzati male, oppure non realizzati del tutto. Io credo che questa Giunta abbia realizzato quello che, con tutti i vincoli economici e legislativi del caso, poteva realizzare. Pertanto, gli interventi in Via Allea, in Villa Tatti e lungo l’Alzaia sono stati sicuramente positivi, così come la questione delle Ferrovie Nord è stata, a mio avviso, la scelta meno peggio che si poteva prendere”, ma ci sarà qualcosa che a tuo parere non ha funzionato.. “E qui arrivo al punto; secondo me è mancata una caratteristica fondamentale, che dovrebbe distinguere un sindaco e un’amministrazione: la presenza in mezzo alla gente. Se non si sta in mezzo alla gente non si comprende quali siano i veri problemi e soprattutto non si crea un’affezione nei confronti e della politica e dell’amministrazione comunale. Come esempio si vedano le scarsissime presenze di turbighesi durante i consigli comunali..”. Ma allora, comunque vadano le prossime elezioni, cosa ti aspetti dal prossimo sindaco per il bene del paese? “Guarda – spiega il segretario leghista – auspico che il prossimo sindaco e i suoi assessori non siano legati alla politica e al marchio ideologico, quanto piuttosto siano presenti sempre nel paese e fra i cittadini. Dobbiamo finirla di fare politica: in questi piccoli comuni servono solo persone che abbiano a cuore il paese e i loro bisogni prioritari. Occorre anche delegare la gestione di spazi strategici per il paese, come la colonia, il baretto. La mia giunta ideale non accentra in se tutta la gestione, ma, laddove possibile delega ad altre strutture la gestione”. Per concludere, citami alcuni interventi che faresti se per qualche motivo dovessi diventare il nuovo sindaco: “Partirei dai giovani e dall’esigenza di creare strutture alternative per i ragazzi dai 20 anni in su. Compatibilmente con gli investimenti che la legge consente, agirei sulla colonia, sul baretto del naviglio e mi attiverei per la realizzazione di un centro sportivo serio che a Turbigo ancora manca. Ma non smetterei di stare in mezzo alla gente”.