Il tavolino con le tre carte coperte questa volta non è per le strade delle nostre città, ma nelle stanze del palazzo più importante. A muovere le carte, veloce e scafato, un politico che ormai sa cos’è la politica, Matteo Renzi, mentre a cercare di non perdere la fiche, è il novello poi non così tanto novello, Giuseppe Conte. Quest’ultimo è, paradossalmente, ostaggio di un partito nato dentro la maggioranza e che si è ampliato tanto da tenerla in pugno.