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"Donne al margine"

In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne l’assessorato ai servizi sociali di Arconate organizza un incontro, “donne al margine”, per discutere del fenomeno della prostituzione.
“La prostituzione è il mestiere più antico che esista, quante volte l’abbiamo detto o sentito dire, ma non è così: la prostituzione è la schiavitù più antica che esista”. Esordisce così, Marzia Gotti, coordinatrice dell’associazione "Lule", che si occupa di aiutare le ragazze vittime di prostituzione, destando subito molto interesse, tra i presenti. In una moderatamente piena sala di Palazzo Taverna, la dottoressa vuole frantumare i luoghi comuni sulla violenza e lo dice subito: tanti pensano che le ragazze si prostituiscano per piacere o necessità, ma la realtà è che sono sfruttate e le prime vittime di violenze indicibili. La Gotti si racconta e, anzi, racconta le esperienze che le ragazze stesse le portano. Storie terribili, che hanno la violenza come radice comune e che le hanno permesso di capire il funzionamento della macchina della prostituzione. Tutto, spiega ai presenti, ha inizio nel paese di origine, dove reclutatori esperti e componenti di bande criminali dedite allo sfruttamento delle donne adescano, offrendo sogni di un futuro migliore, molte ragazze. Queste, nella speranza di un lavoro per aiutare la famiglia, che spesso desta in stato di povertà totale, si lasciano convincere e partono con i trafficanti per l’Europa, contraendo con loro debiti monetari, che difficilmente riusciranno a ripagare. Qui, in Europa, è come se venissero immesse in un grande mercato e gestite e spostate in varie zone in base alla richiesta dei clienti. Il tutto, ovviamente, passando attraverso violenze fisiche e psicologiche, che sono costrette a subire da chiunque si occupi di loro. È il fenomeno della “Tratta”, per mezzo del quale vengono scambiati, importati e trasportati esseri umani in carne ed ossa, per il 90% donne e bambini, i quali, spesso, vengono venduti od adottati illegalmente (il fenomeno non è così lontano come sembra, ci tiene a precisare). Da’ anche qualche dato, poi, la dottoressa, tra cui quello che rappresenta il numero di persone “trattate” all'anno e che fa rabbrividire: 20,9 milioni. Le zone,che maggiormente contribuiscono al problema, fornendo in primis viscidi criminali, che gestiscono le ragazze e poi le ragazze stesse sono l’Albania, la Romania e la Nigeria. Nel caso di queste ultime, afferma, può capitare che passino da essere recuperate in mare a Lampedusa alla strada in meno di 1 settimana. Insomma, notizie e dati allarmanti, soprattutto se si considera una stima di 9 milioni di clienti (1 uomo su 3 in Italia), che veramente lascia trasparire poche speranze per un reale stop alla violenza sulle donne. Ma, come afferma in conclusione l’assessore Secchi, non bisogna arrendersi e, anzi, bisogna continuare a lottare, perché sempre più ragazze vengano aiutate e non ci sia più bisogno di incontri come questi, in quanto significherebbe che il fenomeno è stato sconfitto.