Salta al contenuto principale

Dietro alla croce, sulle orme di San Carlo

“Quel chiodo grida che veramente Dio, in Cristo, riconcilia il mondo a sé”. Queste parole di San Carlo Borromeo, che hanno dato il titolo alla celebrazione della Via Crucis di venerdì sera, ne riassumono anche tutto il senso. Mettendosi in cammino dietro al Santo Chiodo della croce di Gesù, infatti, i più di novemila partecipanti hanno ricordato la Passione del Signore. La preghiera processionale ha effettuato sette stazioni, sette come le effusioni del sangue di Gesù: la circoncisione, la preghiera al Getsemani, la flagellazione, la corona di spine, le mani inchiodate alla croce, i piedi, il costato trafitto. Sette parole d’amore, scritte in quel libro “che è la carne santissima di Cristo Signore”, come diceva San Carlo. Questi momenti della vita del Cristo sono stati ripercorsi fissando di tappa in tappa lo sguardo su capolavori dell’arte che li hanno raffigurati. Perché questo libro è davvero “degno di essere contemplato”, ancora secondo le parole del Santo. Dove questa contemplazione, però, non è un semplice fare memoria: lo ha espresso più volte il Cardinale Dionigi Tettamanzi nella sua omelia. “Non dimenticate la croce!”, ha ripetuto l’Arcivescovo. Ri-cordare, cioè rimettere continuamente nel cuore il Crocifisso; e, più che il dolore della Passione, l’amore di Dio per l’uomo che essa significa. Non dimenticare la croce, fissare lo sguardo su Gesù, conduce infatti a “conformare a Cristo l’esistenza personale ed ecclesiale dei cristiani”. E a dilatare il cuore all’amore per le ferite dell’uomo di oggi nella famiglia, nella società, nel mondo. Così come ha fatto nella sua vita San Carlo Borromeo. Di cui “abbiamo seguito le tracce lasciate qui, a Magenta” ha ricordato il parroco di San Martino, don Mario Magnaghi. “Il Santo ha attraversato più volte la nostra città. Su suo impulso furono ricostruite le diroccate chiese di San Rocco e San Biagio. E si ravvivò la fede della nostra gente attorno al culto di quei santi”. Guardare alla croce di Gesù per imparare ad amare così l’uomo, come ha fatto anche San Carlo: questo il messaggio che la Via Crucis di venerdì ha lasciato ai fedeli.