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Cuggiono, sparisce nel nulla la “passeggiatrice” della città

“Con oggi sono esattamente tre settimane dalla sua scomparsa”. Il gestore del bar ‘Infinity Cafè’, Dritan Luzaj, dà così la notizia della sorella più giovane, classe 1976, sparita nel pomeriggio di domenica 6 agosto.
Laureta Luzaj si è come “vanificata”. Eppure anche altre volte aveva provato ad allontanarsi da casa sua, un appartamento condiviso con un altro dei fratelli Luzaj in Beolchi, 27 a Cuggiono. “Era già capitato in precedenza, ma mai per così tanti giorni”, spiega disperato Dritan nel bar dove spesso la sorella consumava colazioni e pranzi. “La nostra preoccupazione maggiore è che sia successo qualcosa di brutto”, racconta, “nostra sorella è affetta da schizofrenia dal 2012 e da allora noi familiari ci occupiamo di lei”. Un anima in pena, turbata anche da quel mancato rinnovo del permesso di soggiorno richiesto per lei dalla famiglia, tanto da negarle la possibilità di curarsi in qualche struttura psicosociale adatta alle sue esigenze. “La sua psichiatra, riceveva mia moglie ma come spesso accade, per questioni di “privacy”, non ci era dato sapere circa il suo stato di salute, i miglioramenti o ciò che era lecito conoscere di Laureta”, entra nel merito Dritan. Una donna immigrata in Italia nel lontano 1996, quando iniziò a lavorare da badante in regola e aveva ancora il lume della ragione, sottrattole solo cinque anni fa. Da lì il dramma: perse il lavoro e purtroppo Laureta, nonostante moltissimi anni di contributi alle spalle, non riuscì ad ottenere la pensione di invalidità perchè ritenuta“non sufficientemente invalidante”. “Mia sorella era solita trascorrere le giornate nei parchi, per ore e ore, in piazza a Cuggiono dove tutti la conoscevano e qualche mio conoscente diceva di averla vista anche al ticino mentre raccoglieva i sassi per portarli a casa”. Lei voleva sentirsi semplicemente utile per qualcuno, visto che le era stata sottratta la possibilità di un reinserimento sociale per due carte stampate. Non chiedeva aiuto alle infermiere che mensilmente le facevano la puntura in ospedale ma preferiva chiacchierare mascherando quella patologia con cui convive. “Purtroppo lei aveva perso il senso delle cose, tant’è che l’unico modo per far sì che non perdesse nulla, era interagire noi per lei”, spiega Dritan, “al tabacchino in piazza dicevo di darle pure le sigarette e che poi sarei passato io, invece per il cellulare così come i documenti avevo deciso di non lasciarglieli perchè puntualmente li avrebbe smarriti”. Una situazione limite, che negli anni ha portato anche la cognata ad occuparsi di lei, combattendo col suo disturbo che (anche a detta dei dipendenti del bar) non lo dava a vedere. Laureta oggi non si trova, si è allontanata domenica 6 agosto alle 16 circa e qualche settimana prima, a luglio, si era rivolta ai vigili di Cuggiono per richiedere i suoi documenti. La Polizia locale, così come i Carabinieri, sono al lavoro per riportarla a casa. Oggi il popolo di Facebook, sito a Cuggiono, si chiede dove sia andata a finire la “passeggiatrice” a cui si potrebbe offrire un’opportunità di lavoro, anche di poche ore al giorno. Per farla sentire viva, per farla sentire utile perchè il lavoro mobilita (la mente) e l’uomo. Il fratello riferisce che lei conosce il suo numero di cellulare a memoria e a nostra volta ve lo segnaliamo per eventuali risvolti: 3382021871.