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Comune quanto mi costi?

Mentre l'unione comunale continua ad essere una realtà ormai assodata anche se non si sa come metterla materialmente in pratica, abbiamo fatto i conti in tasca al Comune di Nosate: il risparmio ci sarebbe?
Unione comunale come fonte di risparmio: sarà proprio vero? In un clima di estrema incertezza, in cui mancano risposte su come mettere effettivamente messo in pratica l’ormai famigerato accorpamento, abbiamo fatto i conti in tasca al piccolo comune di Nosate. Sei sono i dipendenti amministrativi che lavorano a Nosate, di cui uno part-time; quattro i consiglieri di maggioranza, che hanno rinunciato al loro gettone di presenza di 15 euro lordi per ciascun Consiglio Comunale indetto, e quattro quelli di minoranza, che hanno scelto di devolverlo alle associazioni locali; tre gli assessori, a cui spettano circa 30 euro al mese, a cui si vanno ad aggiungere 55 euro mensili per il Vice-sindaco e 510 lordi per il Sindaco. Nessun rimborso spese è previsto, e quando gli impegni istituzionali chiamano, al lavoro ‘di tutti i giorni’ bisogna prendere le ferie. “È chiaro che si tratta di cifre irrisorie rispetto agli stipendi percepiti dai funzionari di Regione e Provincia –afferma il Sindaco, Carlo Miglio- Con l’unione comunale verrà ridotto il numero dei consiglieri, ma il risparmio sarà ovviamente minimo. E i dipendenti comunali non verranno tagliati, bensì si procederà al loro spostamento verso nuove destinazioni bisognose di personale, ovvero gli uffici del ‘supercomune’ derivante dall’accorpamento”. Non si hanno ancora notizie concrete su come verrà gestita la cosa: “Abbiamo chiesto un incontro in Regione, e ci hanno detto di non sapere cosa fare e di avanzare eventuali suggerimenti! Però ci è stato detto che si propende per un’unione con un Comune confinante, nel nostro caso quindi si tratta di Castano Primo”. La situazione che si verrebbe a creare è, però, per molti versi paradossale: i due Comuni continueranno ad avere un consiglio consultivo indipendente, ma le decisioni pratiche verranno prese da una ‘supergiunta’ formata dai due sindaci e due consiglieri per Comune. Nosatesi e castanesi, quindi, verrebbero a essere governati da persone che non hanno di fatto votato. “Il nostro Comune rimarrebbe solo formalmente e avrebbe, questo sì, autonomia in quanto a bilancio. È un procedimento che appare più sensato per piccoli comuni che verranno accorpati tra loro, ma non per la nostra situazione. In Regione eravamo il primo Comune con tale situazione a chiedere udienza. Comunque in settimana sono cominciati dei corsi per i segretari comunali che hanno il compito di fornire informazioni maggiori e presto dall’ANCI, l’assemblea dei Comuni italiani, arriverà una bozza di convenzione tipo da prendere a modello. Ma prima di rendere definitivo il provvedimento si vuole verificare quale sarà l’effettivo risparmio”. Un risparmio che appare, ad oggi, davvero irrisorio.