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Bilancio di dieci anni di mandato

A pochi mesi dalle elezioni amministrative, abbiamo chiesto al sindaco di Magenta, Luca Del Gobbo, di stilare un bilancio su questi dieci anni a capo del governo della città
In primavera, i cittadini di Magenta saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Primo Cittadino, dopo ben 10 anni di amministrazione Luca Del Gobbo. In un clima ancora incerto quanto a candidati e liste che si presenteranno alle comunali, abbiamo chiesto all’attuale Sindaco di stilare un bilancio di questi due mandati a capo della città di Magenta. Cosa è stato fatto in questi dieci anni dalla sua giunta? “Sono particolarmente orgoglioso di avere, a mio parere, cambiato il modo di intendere l’amministrazione: abbiamo impostato il nostro lavoro secondo il principio di sussidiarietà, riconoscendo e valorizzando le associazioni locali, che, infatti, ad oggi, nella città di Magenta sono più di 160, tra sport, cultura e aggregazione. Hanno il merito di organizzare la vita sociale secondo le esigenze dei cittadini. In questo abbiamo avuto come riferimento Roberto Formigoni e la Regione Lombardia, un modello a cui credo dovrebbero guardare in tutta Italia in questo momento di crisi. E poi abbiamo creato delle eccellenze in Magenta, che con noi è diventata ‘Città della Musica’ e ‘Città dell’Unità d’Italia’. In ogni caso, lasceremo una Magenta ‘a posto’ sotto tutti i punti di vista: il bilancio è in ordine, le opere pubbliche sono state realizzate, e ritoccando le tasse comunali solo una volta in dieci anni! Non c’è che esserne fieri”. Che cosa, invece, si rammarica di non aver fatto? “È un momento difficile per tutti, ci sono problemi forti nell’ambito del lavoro e delle abitazioni… Quello che mi dispiace non essere riuscito a fare è proprio accontentare le molte persone che hanno chiesto appuntamento a me per tentare di risolvere i loro problemi. Purtroppo, però, noi sindaci non abbiamo una bacchetta magica: siamo un punto di riferimento per i cittadini, ma ci sono cose che vanno oltre le nostre competenze. Le fabbriche che chiudono, l’impotenza di fronte alla crisi… sono cose che lasciano l’amaro in bocca”. Che cosa farà lei, a partire dalla prossima primavera? “Continuerò ad essere a disposizione del mio partito, ma non parteciperò alla nuova giunta: dopo dieci anni, mi sembra giusto lasciare spazio a chi verrà. Sono stato consigliere per la prima volta nel 1993 con la Dc, sindaco dal 2002… Ho maturato una certa esperienza e ovviamente rimarrò a disposizione per dare consigli. Chiaramente vorrei rimanere in politica, magari con altre mansioni. Quello che vorrei sottolineare, comunque, è che fare il sindaco è una cosa seria, deve essere un lavoro, non rubare tempo ad altri impieghi”. E chi sarà il candidato sindaco per il Pdl a Magenta? “Diciamo che abbiamo una rosa di nomi che tireremo fuori al momento opportuno. La linea politica sarà in continuità con il lavoro fatto finora: una politica del fare, in collaborazione con Lega Nord e Udc, indipendentemente da quelle che sono le dinamiche della politica a livello nazionale. Soffia un vento di anti-politica: in questo momento, sono d’accordo con il mio collega Francesco Renzi, bisogna dare fiducia ai giovani che si interessano di politica. In generale penso che i partiti in Italia dovrebbero rivedere la classe dirigente. Per quanto mi riguarda, mi rimetterò alle decisioni del mio partito sul ruolo che mi verrà assegnato in futuro, e per ora… penso a fare il Sindaco di Magenta bene, fino alla fine del mandato”.