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Attualità

Il 'Patto per lo Sviluppo'

"Si sono svolti i lavori del Patto per lo Sviluppo, il Tavolo istituzionale di confronto e dialogo con tutti i principali stakeholder del sistema lombardo. E' stato messo a tema un documento relativo alla 'Fase 2' in Regione Lombardia". Lo ha detto il presidente della Regione, Attilio Fontana, in occasione della visita del premier Giuseppe Conte in Prefettura a Milano. "Nell'affrontare i principali temi di discussione - ha aggiunto Fontana - sono emerse alcune questioni chiave condivise da tutto il tavolo, che richiedono risposte da parte del Governo.
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"Più prodotti italiani"

"Più prodotti italiani e lombardi, meno prodotti che arrivano dall'estero. La Lombardia è pronta ad investire 6 milioni di euro per comprare formaggi e vini regionali. Obiettivo: aiutare le famiglie bisognose e promuovere le nostre eccellenze in vista delle riaperture. E' solo il primo passo di un progetto più articolato che punta a difendere le nostre aziende, i nostri lavoratori e le nostre famiglie. Cuore, impegno, qualità: ci rialzeremo anche così". Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
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Papa Francesco ai giornali di strada

"La vita di milioni di persone, nel nostro mondo già alle prese con tante sfide difficili da affrontare e oppresse dalla pandemia, è cambiata ed è messa a dura prova. Le persone più fragili, gli invisibili, le persone senza dimora rischiano di pagare il conto più pesante". Si apre così il messaggio che Papa Francesco ha inviato ai giornali di strada del mondo pubblicato nel Bollettino della Santa Sede (press.vatican.va).
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"41 bis: come è possibile?"

"Francesco La Rocca, il detenuto che nelle intercettazioni apostrofò con termini irripetibili l'omicidio del giudice Falcone, è stato scarcerato ed è tornato in Sicilia ai domiciliari. Mi chiedo come sia possibile che, con la scusa di prevenire il contagio da COVID-19 nelle carceri, venga rilasciato un delinquente di questo calibro, su cui gravano tre ergastoli per omicidi, associazione di tipo mafioso ed estorsioni e che, per questo, era incarcerato a Opera in regime di 41 bis". Lo afferma l'assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale, Riccardo De Corato.
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L'alba di... Como

"Dilegua o notte, tramontate stelle, all'alba vincerò...": il 'Nessun Dorma' a risplendere sul Teatro Sociale, avvolto dal Tricolore. Ma, in fondo, il verde, il bianco e rosso sono un po' dappertutto in città. Là, in una Como che, come tutto il nostro Paese, sta affrontando la dura e difficile battaglia contro il Coronavirus, le emozioni si mischiano con quel messaggio di speranza
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Quell'abbraccio mancato...

Quell'abbraccio cercato con forza e insistenza per affrontare il difficile e delicato periodo. Quell'abbraccio, purtroppo, che non è mai arrivato. E loro in silenzio si sono ammalati, hanno lottato e, alla fine, se ne sono andati per sempre, strappati all'affetto ed all'amore dei familiari e dei parenti.
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Le mani dell'amore

Le mani che si avvicinano e si stringono. Lei in un letto, lui nell'altro, entrambi ricoverati in ospedale a Fermo (nelle Marche). Le mani che raccontano quel legame grande, forte, indissolubile che li lega da ben 50 anni. Perché sì certo, purtroppo, il virus, il maledetto COVID-19, che non fa sconti e non guarda in faccia a nessuno, si è insinuato nei loro corpi, ma niente potrà mai cancellare il loro immenso e straordinario amore.
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I 'nostri' piccoli vincitori

Gli arcobaleni alle finestre o sui balconi, le scritte "Andrà tutto bene", per dare quella speranza per il presente ed il futuro e, poi, le lezioni online, i messaggi con i compagni che, ormai, non vedono da settimane e settimane, i giochi 'improvvisati' e il sorriso che, nonostante tutto, è sempre lì, sui loro volti e negli occhi. I bambini, alla fine, lo sanno. Altroché se lo sanno! Sanno che il COVID-19 è un virus cattivo, ma soprattutto sanno che cosa bisogna fare per provare a cacciarlo via il prima possibile.
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Nemmeno quell'ultimo saluto...

Forse i familiari (sempre che questi possano) o magari qualche parente stretto (ma non è sicuro), per il resto, poi, praticamente o quasi nessun altro. Niente cerimonia funebre (i divieti e le restrizioni legati all'emergenza, infatti, non lo permettono), nemmeno un abbraccio, una carezza, un bacio e un saluto. Il maledetto virus che colpisce e lo fa lasciandoti nella solitudine più totale.
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Il vuoto attorno alla Mole

La Mole Antonelliana sullo sfondo e attorno strade e piazze praticamente o quasi deserte. Poca, pochissima la gente in giro, lo bocche coperte dalle mascherine e gli occhi a scrutare una città avvolta dal silenzio. Tutto davvero strano, in quello che è il cuore pulsante della regione, ma, alla fine, diversamente non potrebbe essere, perché anche Torino, così come il nostro Paese intero, sta facendo i conti con la difficile battaglia contro il Coronavirus e con l'emergenza in corso. Il capoluogo è fermo, immobile.