Andrea Locati: “le mie emozioni in un dipinto”
Il giovane Andrea Locati di Tornavento, classe 1983, dai tempi delle scuole superiori coltiva la passione per la pittura, trasferitagli dal nonno. Come ogni artista che si rispetti, è giunto il momento di presentare le sue opere e quest’anno, per la sua prima volta, prenderà parte a Inverart, il Padiglione d’Arte Giovane di casa Inveruno.
“Prima d’ora non avevo mai pensato di esporre le mie opere in fiere o manifestazioni”, introduce Andrea, “mi reputo una persona molto modesta e probabilmente il fatto di non aver mostrato i miei quadri in pubblico, si rifà alla mia personalità”. In compenso, Andrea, ha reso la sua meravigliosa casa un museo dove poter ammirare i quadri che realizza nel tempo libero, lui che contribuisce all’attività familiare. “Come vedi, si ha vasta scelta delle mie opere su tela”, spiega Locati mentre passa in rassegna di immagine in immagine, “da dieci anni a questa parte, non ho mai smesso di dipingere, io che avevo cominciato per gioco e su una settantina ne ho venduti venti”. Nei suoi dipinti c’è molta psicologia: Andrea in questi anni e a sei mesi dalla Laurea in Scienze della Comunicazione, ha colto l’occasione per poter analizzare il suo estro, ponendo paragoni anche con artisti del ‘900. “Sognavo di fare l’artista, però poi ho capito che quella strada non avrebbe portato a ciò che volevo, e così ho continuato a manifestare inconsciamente e sottoforma di sfogo, le mie realizzazioni su tela”. Andrea, circondato da quadri che arricchiscono le pareti di casa sua, fa riferimento a “Incanto”, (60x 50 - acrilico su tela) del 2013 e pronto per essere esposto tra poche settimane a Inverart, la cui citazione è tratta dalla tesi “INTROSPEZIONE RELATIVA”."Il soggetto si manifesta come l’exploit violento di colori. Il dinamismo del quadro si oppone fortemente allo staticismo del titolo dell’opera, Incanto. Il momento di estasi maggiore, dove il tempo si ferma per un attimo, dove tutto è sospeso è l’orgasmo”. Una critica ardua ma ben pensata proveniente da uno dei professori universitari di Andrea. In effetti, quella di Locati è un'arte polarizzata su di un evidente dualismo di fondo che pare, in primis, rispecchiare la psicologia dell'artefice: se da un lato è innegabile la presenza di una sofferta e sincera introspezione emotiva, dall'altro l'agire pittorico permette all'artista di sublimare figurativamente questa sorta di incalzante ansia esistenziale che diviene così meno opprimente, assurgendo a vera e propria liberazione catartica”. Uno stralcio di “citazionismo sofferto di Andrea Locati” che libera le emozioni più profonde sulle sue tele.