Abbiategrasso: città "campione" per gli studi sul rischio cardiovascolare
Primi risultati per il progetto CAMELIA condotto da Università di Milano, Azienda Ospedaliera di Legnano, Asl Provincia di Milano 1, medici di Medicina generale e Istituto Superiore di Sanità
Sono stati presentati nei giorni scorsi al Castello di Abbiategrasso i dati relativi al progetto CA.ME.LI.A (CArdiovascular risks, MEtabolic sindrome, LIver, and Autoimmune disease).
La prima fase di questo studio, guidato dal professor Massimo Zuin dell’Università di Milano (Azienda Ospedaliera S. Paolo Polo Universitario) e realizzato in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Legnano, l’Asl Provincia di Milano 1 e i medici di Medicina generale e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, si è conclusa alla fine del 2011.
L'indagine, iniziata nel mese maggio 2009, è stata condotta su un campione casuale di circa 3.500 cittadini di età compresa tra 18 e 75 anni, residenti ad Abbiategrasso, città che per le caratteristiche socioeconomiche può essere considerata rappresentativa dell’Italia Settentrionale.
L’obiettivo principale del progetto è stato quello di studiare le relazioni esistenti tra le malattie del fegato di origine metabolica (“fegato grasso”) e virale, i fattori di rischio cardiovascolare e lo sviluppo di aterosclerosi (ispessimento della parete delle arterie) con lo scopo di validare o, eventualmente, ridefinire a livello nazionale i criteri utilizzati per quantificare il rischio di malattia cardiovascolare.
La seconda fase del progetto dovrebbe iniziare nel 2014 ed è in programma anche la creazione di un osservatorio epidemiologico permanente presso l’Ospedale di Abbiategrasso che diventerebbe cosi un centro di riferimento nazionale per le malattie metaboliche e cardiovascolari.