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Wade superstar, i Miami Heat in vantaggio

I 38 punti della stella portano Miami sull'1-0. Brutta prova di squadra dei Celtics, distratti in difesa e altalenanti in attacco come il loro leader Paul Pierce.
Grazie ad un Wade mostruso, i Miami Heat portano a casa il primo punto della serie contro i Boston Celtics e lasciano i biancoverdi con molti interrogativi. La sfida, attesa da molti tifosi ed addetti ai lavori fin dallo scorso Luglio quando LeBron James annunciò l'arrivo dei “suoi talenti a South Beach”, si è accesa da subito in una partita tesa e combattuta, come testimoniano alcuni falli duri e l'espulsione del capitano dei Celtics Paul Pierce per doppio tecnico. A rompere gli equilibri ci ha pensato subito Dwyane Wade, in un primo tempo chiuso a 23 punti conditi dalle cinque bombe di James Jones, devastante dall'arco con cui ha aperto la distratta difesa dei Celtics. Proprio in quelli che vengono definiti knockdown shooters, i tiratori che sfruttano gli scarichi per segnare dall'arco, i Miami Heat sperano per vincere questa serie: se ad ogni partita i vari Bibby, Jones, Chalmers, Miller e House riescono a produrre punti con continuità e percentuali sopra il 50%, per gli Heat il passaggio del turno è tutt'altro che un'ipotesi remota. Bisognerà vedere se questi giocatori però saranno capaci di segnare quei tiri specialmente in trasferta, dove i tiratori dalla panchina solitamente soffrono di più il peso del pallone. Boston, invece, è mancata negli uomini che sulla carta dovevano darle il vantaggio decisivo in questa serie, ovvero Rajon Rondo contro Bibby e Kevin Garnett contro Bosh. Il primo ha giocato una partita orrenda, senza riuscire mai a mettere in ritmo se stesso ed i compagni e risultando quasi dannoso quando non guarda nemmeno il canestro pur avendo spazi e tempi per il tiro. Garnett, invece, si è svegliato troppo tardi, solo 6 punti e 9 tiri in una partita che doveva vederlo più protagonista in post basso contro l'attaccabile Bosh. Positiva invece la prestazione di Ray Allen, autore di 25 poetici punti con 5/8 da tre, mentre altalenante quella di Paul Pierce: quando lui si è acceso i Celtics hanno prodotto alcuni parziali anche da 10-0 in un minuto, ma nell'ultimo quarto ha letteralmente perso la testa rimediando due tecnici quasi consecutivi e lasciando i suoi a 7' dalla fine. Poco supporto anche dalla panchina, specialmente con un Jeff Green che in teoria in questa serie dovrebbe essere l'anti-LeBron... Proprio LeBron James ha giocato una partita anch'essa a momenti alterni, tra grandi letture ed alcune forzature in attacco che non gli competono, ma la stats line recita comunque 22 punti (8/19 dal campo), 6 rimbalzi, 5 assist, 2 palle rubate e 2 stoppate: s'è visto di peggio per una partita non al massimo. Grande prova invece del silenzioso Joel Anthony, che in aiuto ha chiuso tutto quello che c'era da chiudere ed ha dominato la sua area, finendo non a caso con il miglior +/- della sua squadra (+15). Buono il supporto di Bosh in difesa con 12 rimbalzi, insufficiente in attacco, con un pessimo 3/10 al tiro per soli 7 punti. Per concludere, non ha sfigurato l'uomo che ha gli occhi del mondo puntati addosso, il coach dei Miami Heat Erik Spoelstra: ha chiamato i timeout sempre nel momento giusto per fermare i Celtics in rimonta ed in uscita dagli stessi la sua squadra ha sempre risposto, segnando specialmente con un Wade semplicemente immarcabile quando segna con quella continuità lontano dall'area. In questo momento, però, con i suoi tiratori che giocano così Spoelstra ha preso un vantaggio sul suo avversario diretto Doc Rivers, che si starà interrogando sullo stato della sua squadra, chiamata ad una grande prova già da gara-2. Ci si attende una risposta convinta di tutti quei giocatori che hanno deluso, una risposta da veri Boston Celtics, e non di quelli che hanno giocato solo a sprazzi ieri sera: con un'altra intensità in difesa, e magari uno Shaq (l'ex di turno) in più in mezzo all'area per 10-15 minuti di qualità, questa serie potrebbe accendersi ancor più quanto non lo sia già.