Vittoria Unendo Yamamay nel derby d'Italia del volley
Villa Cortese si illude vincendo il primo set, ma poi si scatena il ciclone Yamamay che trova nella debuttante Lombardo il jolly della serata
BUSTO ARSIZIO - Si è celebrata di fronte a 4.490 spettatori la madre di tutte le partite: il derby Unendo Yamamay Busto Arsizio e Asystel Mc Carnaghi Villa Cortese. Una partita che da sempre vale un campionato, ricca di competizione e di significati che vanno al di là del singolo evento sportivo. Quasi un salto indietro nella storia, quando contava essere primi, per certificare il valore del proprio territorio quale pregio di cui stimarsi e sentirsi orgogliosi. Come ai tempi dei comuni, dell’Italia feudale, delle repubbliche marinare. Una gara che inizia il giorno in cui viene compilato il calendario, quando si cerca con frenesia il giorno dell’incontro, per rimettere in gioco la supremazia territoriale, per prendersi una rivincita sulla volta scorsa, per riscattare una sconfitta mai digerita.
I sentimenti sono simili a quelli dei contradaioli, si vuole vincere la coccarda da appuntarsi sul petto fino alla gara successiva, per vantarsi di una gloria sportiva che lega al proprio territorio, trasmette senso di appartenenza, riscatta la normalità, impreziosendola di regalità.
Il derby non è una partita come le altre, è un vero e proprio rito della tradizione, un evento che coinvolge antiche rivalità. Una partita di cui se ne assapora l’indispensabilità nel momento in cui viene a mancare. Si pensi in campo calcistico a quanto soffrano i tifosi della Pro Patria e del Legnano per il mancato derby degli ultimi anni dovuto alla “scomparsa” del calcio lilla. Un dispiacere che supera la gioia di veder soccombere l’avversario. Un derby rende euforici se lo si vince, amareggiati se lo si perde, ma insopportabile diventa la non disputa. Equivale a non celebrare un rito tribale di primaria importanza, un duello rusticano che marchia di virilità i vincitori e arma la rivincita degli sconfitti.
Nel tempo, il derby tra le due realtà pallavolistiche di Busto e Villa Cortese si è impreziosito di significati sempre più importanti. Dapprima vincere la sfida dava un valore all’intera stagione e di quello ci si accontentava, poi le società sono cresciute in ambizione e la posta in gioco è andata aumentando, legando al match un significato più adulto, perché gli obiettivi di vittoria finale ora prevalgono su quelli del singolo evento.
Due società confinanti ma lontanissime come modello di business sportivo. La Unendo Yamamay ha scelto la strada dei piccoli passi, degli investimenti oculati, della semina attenta.
Villa Cortese ha preferito il tutto e subito, setacciando sul mercato le migliori pallavoliste per vivere da subito il sogno. Finora, ha vinto la società bustocca, che silenziosamente ha costruito una macchina perfetta che ha saputo vincere tre titoli, due dei quali proprio a spese della società cortesina.
Da lì, ironia della sorte, entrambe hanno coniugato, seppur in modi diversi, il verbo “unire” per dare un futuro e una continuità al progetto. La Yamamay “Unendo” il passato con il presente tramite un nuovo sponsor che ha dato nuova energia al team biancorosso, mentre la società del Presidente Aliverti “unendo” le forze con il glorioso volley di Novara che ha affiancato Villa Cortese nella denominazione di main sponsor con il marchio Asystel. Una fusione che da una parte ha diluito l’identità cortesina, ma dall’altra ha rilanciato il progetto e le ambizioni in casa biancoblù, grazie ad un matrimonio perfetto tra due sposi che hanno portato in dote ciò che serve per generare una figlia di nome “Vittoria”.
Sul campo, come capita ormai da qualche tempo, ha vinto Busto Arsizio, anche se Villa era ben partita con uno scintillante primo set conquistato per 25 a 23. Poi, ironia della sorte, il derby lombardo-piemontese veniva deciso da una giocatrice con un nome che era tutto un programma: Gilda Lombardo, pressoché esordiente in campionato di serie superiore, che veniva “buttata nella mischia” da coach Parisi in luogo di una spenta Marcon. Lombardo trovava la partita della vita con 12 punti (46% di positività offensiva) unita ad una prestazione top in fase di ricezione: 68% di positività con un 54% perfetta. Un jolly pescato da Parisi che ha letteralmente sparigliato le forze in campo. Secondo set (29-27), terzo set (25-21) e quarto set (25-20) sono stati vinti agevolmente da Busto che portava a casa il palio dell’Assunta, o meglio dell’Immacolata, scatenando la festa dei contradaioli sugli spalti.
Lombardo si godeva il momento, tanto da essere eletta Mvp della serata e l’urlo di proclamazione da parte dello speaker Broglia era avvertito dai sismografi dell’intera Lombardia tanto era elevata la concentrazione di adrenalina che scorreva nelle vene dei presenti, estasiati dalla vittoria di questa importante sfida. Il tempio del volley neppure questa volta veniva profanato e al contempo la Villa anche stavolta non diventava“reale”.
Tra le ragazze di coach Caprara un cenno di merito per la top-scorer Katarina Barun, che con 16 punti eguagliava la farfalla Juliann Faucette nella classifica delle migliori marcatrici. Dietro di loro si metteva in luce la cortesina Alexabdra Klineman con 15 punti.
Un complimento particolare alla diciassettenne Beatrice Parrocchiale di Villa Cortese che bersagliata dalle battute delle farfalle terminava la gara con un positivissimo 72% (51% perfetta) con ben 53 ricezioni all’attivo. Un risultato davvero meritevole di citazione che obbliga ad una ipotetica assegnazione di un secondo Mvp della serata a lei dedicato.
Il coro “salutate la capolista” suonava come sigla di chiusura di questa bella giornata di volley, anche stavolta era la curva bustocca ad intonarlo, mentre da quella biancoblù si alzava qualche dito che stava ad indicare che è “solo la prima volta che ci si incontra, ma la prossima sarà tutta un’altra storia”.
La storia del derby che scriverà l’ennesimo capitolo di queste due società che hanno incoronato il nostro territorio come patria del volley femminile. E qui non c’è nessun dubbio che tenga: hanno vinto entrambe. Due repubbliche del volley confinanti nella passione e nell’orgoglio, due contrade della pallavolo alle quali dedicare pari attenzioni e meriti.
Il prossimo derby è già iniziato e mentre Busto festeggia, un’altra città si sta leccando le ferite, pronta a rinnovare la sfida per la prossima volta. Perché questa è la magia del derby alla quale, né vincitori, né vinti, vorranno mai rinunciare.
Unendo Yamamay Busto Arsizio-Villa Cortese 3-1 (23-25, 29-27, 25-21, 25-20)
Unendo Yamamay Busto Arsizio: Faucette 17, Lloyd 4, Leonardi (L), Marcon 3, Bauer 15, Kozuch 17, Lombardo 12, Arrighetti 13, Caracuta, Pisani, Bisconti. Non entrata: Brinker.
Allenatore: Parisi.
Villa Cortese: Malagurski, Viganò, Mojica 3, Klineman 17, Folie 19, Garzaro 8, Barun 17, Bosetti 14, Parrocchiale (L), Rondon 1. Non entrate: Nomikou, Sylla.
Allenatore: Caprara.
Arbitri: Cerquoni-Balboni